sabato, 18 maggio 2013

Altopiano

CAMBIA:

L'ispettore a tu per tu con l'orso: «Enorme»

GALLIO. Nereo Gianesini della Forestale

«È alto un paio di metri, ma è molto agile. La sua massa muscolare è impressionante,  ne sono rimasto affascinato»
13/05/2012
Zoom Foto
L'orso bruno è tornato a frequentare l'Altopiano di Asiago. ARCHIVIO

«L'ho notato per caso. Era 200-250 metri più in basso rispetto a me, che avevo appena parcheggiato nel piazzale del rifugio Moline. Credevo fosse un cane. Nel tempo che ho aperto lo zaino e preso il binocolo si è alzato in piedi e mi sono accorto che era un orso. Che emozione». Nereo Gianesini è uno degli ispettori della Forestale più esperti della fauna del Vicentino e dell'Altopiano di Asiago. È stato lui, venerdì mattina, ad avvistare l'orso, che è comparso nella provincia berica orfana di Dino, ritornato in Slovenia prima di essere ucciso.  «È rimasto fermo per poco meno di un minuto. Muoveva la testa, ho avuto l'impressione che si guardasse in giro o, meglio, che stesse fiutando qualcosa. E infatti poi si è rimesso a quattro zampe e con il piccolo trotto che è caratteristico degli orsi si è spostato verso Prà Magro». Gianesini racconta di essere salito in macchina e di aver raggiunto il luogo, lungo la strada forestale, dove aveva visto l'orso. «In quel momento è passato un gruppo di una trentina di cicloturisti in mountain bike. Erano stati loro, senza saperlo, a spaventarlo e a far sì che si spostasse. Ha un olfatto molto sviluppato e li ha sentiti». L'ispettore ricorda che alcuni giorni fa erano state segnalate delle impronte sulla neve vecchia, alla Barricata, nei giorni scorsi, a circa 5 chilometri in linea d'aria dalla zona di malga Moline; e in precedenza a Civesano, vicino a Pergine, in Trentino, ad una ventina di chilometri. Nulla di strano: un orso riesce a percorrere a piedi fino a 50 chilometri al giorno.  Non è la prima volta che Gianesini vede un orso di persona. Dino l'aveva “incontrato” tre volte. «Mi ha fatto un grossa impressione, sono rimasto affascinato. Era enorme, alto un paio di metri, con una massa muscolare, soprattutto posteriore, impressionante». L'ispettore suggerisce di non avere paura: «È vero che adesso è un periodo critico per gli orsi giovani, che si avventurano lontano dal loro nucleo famigliare. Hanno finito le scorte di grasso dell'inverno, e non ci sono ancora frutti maturi. Hanno una fame dannata e non è semplice trovare cibo tutti i giorni. Ma fra i boschi ci sono tante carcasse di animali. Non dovrebbe recare alcun tipo di disturbo all'uomo e ai nostri animali».  

Diego Neri

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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