Dopo due secoli ritorna la Regola
ASIAGO/1. Oggi alle 16 il consiglio comunale è convocato per deliberare la costituzione dell'antica forma di amministrazione della Vicinia. L'assemblea dei capifamiglia sarà chiamata a gestire terreni per 60 chilometri quadrati, che fruttano 250 mila euro all'anno
La Regola di Asiago ri-diventa realtà. Alle 16 di oggi il Consiglio comunale si riunisce per deliberare sul riconoscimento e la ricostituzione dell'antica Regola, o meglio Vicinia, che fino all'Ottocento ha amministrato e salvaguardato il patrimonio degli abitanti originari di Asiago.
La Regola è stata per secoli la forma di governo di Asiago e dell'Altopiano, come di tante altre realtà montane. Era costituita da tutti i capi fuochi famiglia, cioè i capostipiti dei clan familiari. Un numero che variava nel tempo: ad Asiago la General Convicinia, nel Settecento, era formata da 321 persone che amministravano il bene comune. Per le incombenze minori bastavano i “colonnelli”, i capi delle zone in cui era diviso il paese, simili alle circoscrizioni cittadine odierne. La Vicinia provvedeva anche alla nomina dell'arciprete e al suo sostentamento, agli interventi a favore di famiglie in difficoltà, alle paghe e ai compensi, agli affitti delle malghe, all'uso dei pascoli.
Un'amministrazione federativa e democratica che è proseguita per circa cinque secoli fino al 1806, quando il decreto del Vicerè sottrasse il patrimonio e la sua gestione alla Regola per conferirlo al Comune.
COSA CAMBIA. Sono due le conseguenze principali che comporterà la ricostituzione della Regola. La prima è che i terreni sottoposti oggi all'uso civico non saranno più alienabili cambiandone la destinazione d'uso. In pratica ciò che è verde, verde rimane. Alla Vicinia andrà la decisione anche di quale uso farne e a chi concederlo. La seconda è che i proventi dagli usi civici, che oggi ammontano a circa 250 mila euro e sono incassati dal Comune, saranno gestiti direttamente dalla Regola, mentre il Comune potrè solamente suggerirne l'utilizzo. Anche la Regola ha dei vincoli nell'impiego di questi soldi: anticamente potevano essere usati per accrescere il patrimonio regoliero o per intervenire a favore della comunità. Vincoli che rimarranno anche oggi.
La delibera di oggi è solo il primo passo per la ricostituzione della Regola come prevista dalla legge regionale 97 del 1994, che prevede la ricostituzione delle Regole per favorire la tutela ambientale e lo sviluppo socio-economico del territorio montano.
LO STATUTO. Appena approvata la delibera, il comitato per la ricomposizione della Regola dovrà radunarsi per stilare uno statuto dove si elencheranno tutte le proprietà e le competenze della Regola. Si stabilirà anche chi ha diritto di appartenere alla Regola di Asiago, ovvero tutti i discendenti dei cittadini nati ad Asiago prima della Grande Guerra, e tutti coloro che dalla fine del conflitto mondiale del 1915-18, pur essendo nati altrove, avevano fatto ritorno in loco. Tutti gli altri casi saranno disciplinati dallo statuto. Lo statuto poi dovrà essere inviato in Regione per la sua approvazione e poi solo dopo questo passaggio la Regola può costituirsi ufficialmente.
Gerardo Rigoni
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