Il fiuto di Airon per scovare il piromane del Costo
COGOLLO. Un labrador addestrato per scovare eventuali combustibili. Proseguono le indagini del Corpo forestale Gli investigatori hanno prelevato vari campioni di terreno in zone particolarmente carbonizzate
Spente le fiamme e bonificato il terreno, ora partono le indagini per scoprire le cause e gli eventuali responsabili del devastante incendio scoppiato mercoledì mattina lungo la strada provinciale del Costo, dal quarto tornante fino alla Barricata. Sono state necessarie quasi otto ore di lavoro prima che gli agenti del Corpo forestale dello Stato e del Servizio forestale regionale, i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile riuscissero a domare il rogo.
Superata l'emergenza, ora scattano le indagini, affidate al Corpo forestale dello Stato. Tra i sistemi utilizzati, ci sono l'analisi delle immagini scattate durante le operazioni di spegnimento, l'esame dei rapporti di chi ha combattuto il fuoco e soprattutto l'impiego di Airon, un labrador nero addestrato dai forestali di Enego, unico cane in Italia preparato ad individuare la presenza di acceleranti (idrocarburi vari e combustibili) usati per appiccare il fuoco. La loro presenza indicherebbe la volontà di bruciare, eliminando l'ipotesi di focolai accidentali, dovuti a sigarette accese o a roghi di sterpaglie sfuggiti al controllo.
Airon e i suoi “colleghi" forestali hanno percorso tutto il Costo, dal secondo tornante (sotto il punto dove è iniziato l'incendio) fino a dove le fiamme hanno minacciato l'Osteria Barricata e l'imbocco della Val Canaglia. Pattugliamento iniziato alle 13 e proseguito fino al calare della sera. Per ora gli investigatori non rilasciano particolari sull'operazione, definendo l'uscita semplicemente come «interessante e proficua». Indiscrezioni però indicano che siano stati effettuati numerosi prelievi di terreno, in particolare in zone profondamente carbonizzate, e che quindi potrebbero indicare punti di accensione. Adesso i prelievi saranno inviati ai laboratori della Forestale per accertare la presenza di materiale infiammabile.
Intanto pare che alcune persone siano state sentite nei giorni scorsi come “informate sui fatti”; ma per ora le ipotesi rimangono ancora molteplici.
«Non possiamo escludere che l'incendio abbia cause colpose - commenta il comandante del coordinamento distrettuale di Asiago, Isidoro Furlan - Certo è che la sua estensione e la sua violenza fanno pensare anche al dolo, ma solo il prosieguo delle indagini potrà darci qualche risposta».
Gerardo Rigoni
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