Zero neve, 2 milioni di perdita
ALTOPIANO. Impianti, albergatori e commercianti lamentano una situazione di gravissima difficoltà nella stagione iniziata l'8 dicembre scorso. I gestori delle piste chiedono più attenzione da parte dei politici: «È una calamità naturale, come per l'agricoltura se non piove»
«Il turismo invernale sull'Altopiano è morto e pare che nessuno si accorga». Il grido d'allarme degli impiantisti è risuonato in tutto il comparto turistico destando numerose reazioni, dall'irritazione, perché considerata cattiva pubblicità, all'assenso fatto a denti stretti, alla totale condivisione di un'analisi impietosa dello stato di salute del turismo invernale altopianese. Un inverno che rischia di chiudere con milioni di euro in meno nell'economia locale, con chiare ricadute anche nel contesto sociale.
IMPIANTISTI. Un -80% di presenza in meno per il comparto significa tra gli 800 mila e il milione di euro di mancato introito, che si aggiungono alle spese per l'innevamento artificiale. Soldi che non potranno essere trasformati in investimenti e che costringono gli imprenditori della neve a tagliare personale e servizi. Le abbondanti nevicate degli ultimi anni hanno posticipato una resa dei conti tra gli operatori dello sci e le istituzioni accusate di disinteresse verso un comparto che dà lavoro ad oltre mille persone.
«Non vogliamo trattamenti di favore, ma solamente essere trattati alla pari - commenta Paolo Rigoni del comprensorio Kaberlaba - Dove sono i nostri rappresentanti politici per constatare lo stato delle cose? Qui c'è una calamità naturale come per l'agricoltura quando non piove e dobbiamo correre ai ripari».
I numeri non lasciano scampo; nel solo comprensorio del Kaberlaba sono già stati spesi 65 mila euro per sparare 100 mila metri cubi di neve, più altri 10 mila per preparare le piste. «Dieci anni fa ho acquistato, con mutuo un tapis roulant - conclude Rigoni - Lo stesso è stato acquistato a Folgaria, però con un finanziamento a fondo perduto del 93%».
ALBERGATORI. «Il calo di presenze è stato tra il 20 e il 30% - commenta il presidente degli albergatori, Alberto Vescovi - Il periodo natalizio ha tenuto perché in parte indipendente dalla neve, ma ora la situazione è drammatica».
Il mancato fatturato è di mezzo milione di euro che, come nel caso degli impiantisti, non potrà essere impiegato per il miglioramento delle strutture e per la promozione.
COMMERCIANTI. È sempre dell'ordine del 20-30% il calo delle entrate per il comparto commerciale nell'Altopiano. Il settore più colpito è stato quello dell'abbigliamento, mentre l'agroalimentare ha tenuto di più. Anche qui, nel complesso, i mancati introiti sono stati di 4-500 mila euro.
«Bisogna uscire dalla mentalità del turismo stagionale - commenta il presidente dell' Ascom Angela Carli -. Il comparto commerciale ha sofferto una stagione difficile per la crisi e per la mancanza di neve. Proprio questa penuria, tuttavia - aggiunge Carli - ha portato ad una buona intesa tra operatori e Comune nel sostenere le manifestazioni in cui crediamo molto».
Gerardo Rigoni
Tweet Segui @GiornaleVicenza

























1 cimbro1 26/01/2012 18:54 1 commenti
Sono in accordo con l'utente che mi ha preceduto. E' ora che anche l'Altipiano inizi ad organizzarsi lasciando da parte il vecchio sistema di gestione e guardi ai numerosi modelli organizzativi che in altre realtà stanno avendo successo.