Il giallo di "Dino" Sull'Altopiano c'era un altro orso
FOZA. Confermata la grigliata, spunta l'ipotesi di un esemplare slovenoLa Forestale ha avviato una raffica di controlli nelle stalle dopo aver ricevuto alcune telefonate anonime al comando
Sull'Altopiano di Asiago, nelle settimane di giugno, c'era più di un orso, e uno di loro è stato mangiato. Una grigliata è stata organizzata da alcuni cacciatori in un'area pubblica per i picnic: ormai sono in molti ad ammetterlo. La Forestale, per fare chiarezza, ha iniziato a compiere ieri una serie di controlli in alcune stalle della zona di Gallio e Foza con la collaborazione della polizia provinciale. La stessa Forestale, che ha avviato le indagini coordinate dal pm Monica Mazza della procura di Bassano, avrebbe ricevuto delle segnalazioni anonime. Sul punto però gli inquirenti sono quanto mai abbottonati.
Ma qual è l'orso con cui si è banchettato, secondo l'imprenditore di Cittadella, il giorno di Ferragosto? Sono tre le ipotesi al momento al vaglio.
DINO. La prima, ovviamente, è che si tratti dell'orso Dino. «Dino è partito da Camporovere il 19 maggio scorso - precisa il comandante provinciale Daniele Zovi -, è stato avvistato nel Bellunese e quindi fotografato a Tarvisio il 2 giugno. L'ipotesi più probabile secondo noi è che sia tornato in Slovenia. Ma non è impossibile che sia ritornato sui suoi passi e abbia fatto rientro in Altopiano». Il ragionamento è semplice: se è vero che difficilmente l'orso fa marcia indietro, è altrettanto vero che lo aveva già fatto dal Trentino ad Asiago. E se è vero che nessuno l'ha visto, è anche perché durante il mese di giugno trova da mangiare nei boschi e quindi non è necessario aggredire gli animali da stalla o da pollaio e fare razzie vicino alle case. Comunque, non si tratterebbe della prima ipotesi sul tavolo della Forestale.
BANCHETTO IN REGOLA. Un'altra ipotesi è quella che il banchetto organizzato fosse in realtà "in regola". E cioè che nelle settimane precedenti un cacciatore avesse ucciso un orso in Slovenia - dove la caccia è limitata ma consentita: per decreto possono essere abbattuti circa 80 dei 500 orsi che vivono in quel territorio, dietro il pagamento di una somma consistente - e che avesse poi organizzato un banchetto nella zona di Foza.
IL SECONDO ORSO. In realtà, l'ipotesi al momento più accreditata è quella di un secondo orso, non dotato di radiocollare. «Nei giorni in cui Dino camminava verso il Tarvisio, un secondo orso è stato avvistato a Sappada diretto da queste parti», rivela Zovi. Potrebbe essere stato questo secondo quello ucciso durante una battuta da alcuni bracconieri e quindi fatto a pezzi e messo sulla brace. Quale che sia l'animale ucciso, l'indagine sta procedendo spedita, con una raffica di verifiche sul territorio. Gli inquirenti vogliono fare chiarezza sui fatti denunciati attraverso il nostro Giornale da un imprenditore padovano che, invitato alla cena, aveva deciso di non prendervi parte. Il testimone indiretto ha fornito informazioni precise sia sulla val Capra che sulla modalità delll'abbattimento ad opera di un allevatore esasperato dalle razzie.
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Diego Neri
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