domenica, 19 maggio 2013

Bassano

CAMBIA:

Agenzia delle Entrate a rischio

IL CASO. I commercialisti del Bassanese lanciano l'allarme per la possibile chiusura degli uffici cittadini. La scure pende sulle sedi con meno di trenta dipendenti Dopo il tribunale la città potrebbe perdere un altro servizio vitale
31/07/2012
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La sede cittadina dell’Agenzia delle Entrate. CECCON

Dopo il Tribunale, ora rischia anche l'Agenzia delle entrate. L'allarme, già lanciato dagli avvocati al primo sentore di taglio del palazzo di giustizia, è stato ripreso ora dall'ordine dei commercialisti.
«La settimana scorsa – dichiara il presidente Amedeo Busnardo – a margine di un incontro con la direzione provinciale, è emersa l'esistenza di un piano che prevede l'abolizione delle agenzie con meno di trenta dipendenti».
Il rischio che Bassano sia toccata dal provvedimento esiste, perché alcuni uffici cittadini, come quelli dell'area controllo, dipendono direttamente da Vicenza. Si tratta, quindi, di capire se il personale sarà calcolato come bassanese o vicentino.
«Se gli addetti che rispondono a Vicenza, pur lavorando a Bassano – prosegue Busnardo - fossero considerati a tutti gli effetti come forza-lavoro del capoluogo, gli uffici della nostra città rientrerebbero nella fascia destinata al taglio».
«Di fronte a queste notizie - prosegue il presidente dei commercialisti – il nostro sconcerto è stato palese. C'è da dire che i numeri dimostrano senza possibilità di equivoci che l'agenzia di Bassano è addirittura più importante di “Vicenza 1”. Di conseguenza, non garantire il servizio alle imprese e ai cittadini di un territorio sviluppato come il nostro è un controsenso. Bisognerebbe al contrario potenziare alcuni uffici per rispondere alle esigenze di un comprensorio che ha una densità di attività economiche tra le maggiori d'Italia».
Una speranza per scongiurare i tagli è nel mantenimento del Tribunale, al quale l'Agenzia è legata. Al contrario, la soppressione del palazzo di giustizia genererebbe un effetto-domino destinato a trascinare con sé inizialmente l'Agenzia delle entrate e, in prospettiva, l'Archivio di stato e il commissariato di polizia.
«Cittadini, politici e categorie professionali – commenta Busnardo – hanno preso coscienza dell'importanza della battaglia che si sta combattendo da mesi per il Tribunale. È necessario, tuttavia, non abbassare la guardia e rendere l'azione ancora più incisiva, in modo da scongiurare il possibile depauperamento di altri servizi essenziali presenti sul nostro territorio».
Il problema, secondo i commercialisti, è che i provvedimenti decisi a tavolino, senza tener conto delle specificità del territorio, rischiano solo di aumentare l'inefficienza della macchina burocratica e, a conti fatti, non riducono le spese.
«È chiaro – chiude il presidente dell'ordine – che la nostra categoria concorda con la linea del Governo in merito al ridimensionamento dei costi della pubblica amministrazione e a una sua maggiore efficienza. Vogliamo però che i risparmi siano effettivi e che i tagli non si traducano in costi per i cittadini».

Lorenzo Parolin

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