Chiude il nido di via Ognissanti: «Colpa del sisma»
IL CASO. La parrocchia non ha fondi per un intervento strutturale. L'assessore Breda: «Il danno del terremoto è stato riparato ma mancano sufficienti garanzie di sicurezza per i bambini»
L'asilo nido comunale di via Ognissanti chiude i battenti. Il provvedimento diventerà realtà da settembre.
«La motivazione - spiega l'assessore ai servizi sociali, Lorenza Breda - è legata alla sicurezza. I danni provocati dal sisma del 29 maggio, insieme ad altre questioni sollevate dai genitori, avrebbero richiesto degli interventi strutturali che la parrocchia, proprietaria dell'immobile, non è in grado di sostenere. Non si possono mettere a repentaglio dei bambini, ragion per cui la decisione è stata inevitabile. Alla luce poi del calo di iscrizioni di quest'anno e del prossimo, abbiamo concluso che quell'asilo non ci serve».
Dal punto di vista economico, il Comune risparmierà circa 80 mila euro all'anno di affitto.
La scelta non è ancora stata comunicata ufficialmente ai genitori dei bambini: lo sarà il 20 luglio, nel corso di una riunione straordinaria del comitato di gestione.
Che l'Amministrazione comunale volesse riorganizzare il servizio era nell'aria da tempo, dato che già si era parlato di revisione delle rette e data anche la coincidente scadenza (31 luglio) della concessione alla cooperativa La Goccia della gestione dei nidi. Di chiusura di una delle sedi storiche, però, non s'era mai parlato.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il terremoto dell'Emilia, che ha provocato il distacco di piccole parti di intonaco e fessurazioni in murature non portanti. È stato interdetto l'uso di un vano al primo piano, usato per il riposo dei bimbi, ma nonostante la parrocchia abbia riparato il danno, sembra non sussistono sufficienti condizioni di sicurezza.
La chiusura di via Ognissanti si tradurrebbe in 42 posti in meno per bimbi da 3 a 36 mesi, anche se va detto che nell'ultimo anno i posti liberi al nido c'erano e che la lista d'attesa era ridotta a zero.
«La situazione - ribadisce l'assessore Breda - non è più quella del 2006-2007. Ora esistono varie possibilità per i bimbi: la Regione spinge sui nidi in famiglia; a questo va aggiunto il fattore crisi: se uno dei genitori perde il lavoro si tiene a casa il bimbo anziché utilizzare il servizio di nido».
Del futuro non c'è certezza. «Dipenderà dai bisogni e dalle richieste - spiega l'assessore - e anche se si penserà a una nuova struttura, più adeguata, non è detto che si tratti di un servizio comunale».
L'unica sicurezza, per ora, è che il servizio dei nidi rimarrà in mano alla Cooperativa La Goccia ancora per un anno.
La chiusura del nido di via Ognissanti avrà però ripercussioni dal punto di vista del personale: le 8 educatrici e le 2 ausiliarie dovrebbero essere ricollocate dalla cooperativa La Goccia, che non potrà far altro che dare logica conclusione ai contratti in scadenza. Risultato: almeno 10 persone rimarranno senza occupazione.
Chiara Bonan
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