Caso tribunale, sono 20 i milioni buttati al vento
IL PUNTO. Le reazioni in città sulla prevista soppressione. All'esborso per il nuovo palazzo di giustizia si aggiunge infatti quello per la sistemazione dell'attuale sede della Procura
Non sono 12 ma una ventina, i milioni di euro sprecati con la soppressione del tribunale. Nella somma, alle spese per la cittadella della giustizia (pronta alla consegna per settembre) gli avvocati bassanesi aggiungono quelle relative all'ammodernamento di palazzo Cerato che ospita la Procura, e di parte di palazzo Antonibon l'attuale tribunale, inaugurati solo pochi anni fa e che, con la soppressione della sede giudiziaria, resterebbero inutilizzati.
LE REAZIONI. Sulla questione, dopo la maggioranza, si sono espresse anche le opposizioni. Dai banchi del Pdl il capogruppo Stefano Monegato ha parlato chiaramente di "assurdità, che metterebbe sul piatto un tribunale nuovo per farlo subito morire", invitando il primo cittadino a lanciare una provocazione.
«Lo Stato ci lascia l'edificio? - ha dichiarato - Il Consiglio, allora, dovrebbe impegnarsi a non trasferire lì gli uffici comunali. Tra l'altro la proposta di utilizzare la cittadella della Giustizia come sede per l'Amministrazione è emersa solo negli ultimi giorni. In precedenza si parlava dell'ex ospedale. In ogni caso di fronte a uno spreco del genere, se necessario, dovremmo percorrere la strada di gesti eclatanti». Più cauto il capogruppo leghista Luciano Todaro che motiva la propria prudenza con la delicatezza del momento.
«Ci stiamo muovendo - commenta - ed è ovvio che il tribunale debba essere salvato. Dobbiamo darci da fare tutti insieme ed è il momento che anche i partiti che raccolgono voti al sud valutino bene la situazione di Bassano. In quest'ottica, credo che i prossimi giorni possano essere decisivi».
I NUMERI. Sul fronte delle cifre gli avvocati bassanesi aggiungono dati a dati.
«Si vuole sopprimere un tribunale - commenta l'avv. Luca Milano, consigliere dell'ordine forense - nella regione in cui è più basso il rapporto tra magistrati e abitanti».
Le cifre dicono che in Veneto c'è un giudice ogni 20 mila abitanti, nel resto d'Italia uno ogni 13 mila.
«Non solo - incalza il portavoce degli avvocati -: qui c'è un tribunale ogni 617 mila residenti, nel resto del Paese uno ogni 366 mila». Nel tentativo di salvare in extremis il Palazzo di Giustizia i dati raccolti dall'ordine forense considerano anche la densità delle imprese. Emerge che Bassano, per numero di attività avviate, è la terza città in Italia tra i centri che non sono capoluogo di Provincia, dopo Busto Arsizio e Velletri. In più con le 5.600 imprese registrate in città si lascia alle spalle 55 capoluoghi, tra i quali spiccano Trieste, Rovigo, Cremona, Alessandria e Siena. «Se poi andiamo fino in fondo - chiude Milano - vediamo che la soppressione del tribunale e delle sezioni staccate che coprono la fascia pedemontana lascerebbe scoperta un'area abitata da 1 milione e 200 mila persone».COPYRIGH
Lorenzo Parolin
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