I ladri devastano un mobilificio
CRIMINALITÀ. I malviventi hanno colpito nella notte tra mercoledì e ieri. Rubati anche documenti. Al setaccio i filmati. Al “Giemme Stile” di Romano danni per 180 mila euro tra bottino, cassaforti forzate e muri sfondati. «Professionisti»
Per raggiungere le casseforti dell'azienda, il mobilificio “Giemme Stile" di Romano, non si sono fermati di fronte a nulla. Dietro di sé hanno lasciato pareti sfondate, uffici messi sottosopra e porte scardinate per un danno, tra devastazioni e bottino, prossimo ai 180 mila euro. Il quadro che si è offerto ieri mattina al titolare Francesco Molon era da autentico "day after". «Molto probabilmente si tratta di una banda di professionisti - ha spiegato il legale della Giemme, l'avv. Andrea Favretto - che si sono mossi lasciando poche tracce». Secondo la ricostruzione dell'azienda, i malviventi hanno agito nel cuore della notte. Dopo aver superato la recinzione esterna, sono entrati nell'edificio, forzando una finestrella per accedere agli uffici. «Arrivati in una prima stanza - prosegue Favretto - hanno cercato di bucare una parete. Qualcosa li ha indotti a desistere e hanno diretto i loro sforzi da un'altra parte, sfondando il muro». Da lì sono entrati in un secondo ambiente, chiuso su un lato da una porta. L'hanno scardinata e, arrampicatisi su dei mobili sistemati come divisorio, sono arrivati nella sala delle casseforti. «Le cassette - aggiunge il legale - erano incastonate nella parete e i malviventi hanno provato prima a forare gli sportelli, probabilmente con una fiamma ossidrica. Non riuscendoci hanno divelto il muro fino a trovare il metallo dei forzieri. Da lì non hanno avuto problemi a praticare due buchi, rubando documenti e valori». Prima di andarsene, la banda ha messo a soqquadro i locali, aprendo e rovesciando i cassetti, gettando a terra gli arredi e gli oggetti appesi alle pareti. La confusione ha reso difficoltosa la compilazione di un inventario. Secondo il portavoce dell'azienda, tuttavia, è probabile che oltre al contenuto delle cassette di sicurezza i malviventi abbiano portato con sé anche alcuni oggetti di valore trovati lungo il percorso e parte del materiale fotografico, macchine e obiettivi, depositato in un ufficio. Oltre alle devastazioni, i malviventi hanno lasciato anche delle impronte di scarpe. Un elemento che, unito alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza, potrebbe rivelarsi fondamentale per mettere nelle prossime ore gli inquirenti sulle tracce della banda.
Lorenzo Parolin
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