Massacrato dal figlio che vuole i soldi
VIOLENZE IN FAMIGLIA. Il genitore è ricoverato al San Bassiano. Il 34enne esigeva denaro Al rifiuto ha gettato a terra il padre, un operaio in mobilità e lo ha tempestato di pugni
Una violenza inaudita, un accanimento ancor più feroce perchè rivolto al proprio genitore.
Un trentenne di Bassano ha massacrato di botte suo padre per una banale richiesta negata, riducendolo a uno stato pietoso che richiederà parecchie settimane di cure.
Mercoledì notte, un appartamento di via Monte Pelmo. Adriano Bonato, 56 anni, e il figlio Maurizio, 34enne, stanno per coricarsi. Maurizio, attualmente disoccupato, chiede al padre un prestito di denaro. Adriano lo nega: è un operaio in mobilità, i soldi in famiglia non abbondano. I due vivono assieme, da soli, da quando la moglie e madre è morta, poco più di un anno fa.
Chissà cosa prende Maurizio. Lì, nel corridoio che unisce la cucina alla zona notte, spinge di brutto il padre a terra, gli salta sopra e comincia a massacrarlo. Pugni su tutto il corpo. Sul viso, alla testa, sul torace. Gli rompe la mandibola, gli spezza la clavicola e una costola, gli frattura un dito.
È mezzanotte e 40, la mattanza prosegue per alcuni minuti, il padre immobilizzato e sotto choc neppure riesce a opporre resistenza. I vicini si allarmano per il rumore, la casa va a soqquadro , e per le grida. Avvertono i carabinieri. Gli uomini dell'Arma arrivano tempestivi, suonano il campanello. Maurizio Bonato apre la porta, tranquillo. Come nulla fosse fa accomodare i militi, a cui si apre lo scenario dell'appartamento sottosopra e di Adriano Bonato, accartocciato sul pavimento, che si lamenta flebilmente tenendosi il costato con le braccia. Parte la corsa all'ospedale. Il pestaggio ha provocato danni serissimi e l'uomo viene ricoverato nel reparto maxillo facciale del San Bassiano. La prognosi parla di 40 giorni. Il figlio viene invece arrestato con l'accusa di lesioni personali aggravate. Ieri è stato prelevato dai carabinieri per la convalida dell'arresto in Tribunale.
Per lui ora si aprono le porte degli arresti domiciliari: non nell'abitazione ma in un istituto di cura.
A quanto rilevato dai carabinieri, Maurizio Bonato, piccoli precedenti per guida in stato di ebbrezza e reati contro il patrimonio, era in preda ai fumi dell'alcol quando è scattata l'aggressione, ma si è rifiutato di sottoporsi al test. In passato nella stessa famiglia si erano registrati alcuni episodi di liti e diverbi fra il 1998 e il 2002, ma non di grave entità e comunque apparentemente risolti nell'ultimo decennio. Fino all'altra notte.
Alessandro Zaltron
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