Discarica di eternit sul Grappa
INQUINAMENTO. Un'altra “bomba ecologica” nel territorio, nonostante l'impegno di tanti volontari per la pulizia. La scoperta del materiale nocivo è stata fatta a Col Campeggia da un escursionista
Un'altra “bomba ecologica” scuote il nostro territorio. Dopo la scoperta della discarica abusiva ricavata nell'ex conceria Finco di Campese, questa volta tocca al Grappa. Alcune zone del Massiccio, infatti, continuano purtroppo ad essere prese di mire da sconosciuti per essere trasformate in discariche a cielo aperto. Se ne sono viste e se ne vedono di tutti i colori, ma ma nei giorni scorsi un appassionato della montagna che spesso si reca in montagna è stato sorpreso dal notare in località Campeggia, poco sopra Camposolagna, anche del'eternit, gettato nell'erba tra altre sporcizie quali cartoni, carte, calcinacci.
Calcinacci ed eternit, materiale quest'ultimo altamente nocivo per la salute, con tutta probabilità derivano da lavori di ristrutturazioni di qualche abitazione o qualche casolare. È certo però che il gesto compiuto da persone incoscienti e prive di decoro e rispetto per l'ambiente rimane inammissibile. Sarà ben difficile, comunque, risalire a coloro che hanno trasformato un tratto del massiccio nella discarica.
Il tratto interessato è ubicato a circa 150 metri dall'inizio della strada asfaltata che porta verso col Campeggia.
Lo smaltimento dell'eternit non è di semplice attuazione e richiede molte precauzioni. Di conseguenza sono elevati anche i costi degli interventi da sostenere. Molto probabilmente gli autori del gesto hanno inteso disfarsi del materiale in quel modo per evitare di sborsare quattrini. È l'unica spiegazione, almeno per ora, che può avere una logica anche se completamente fuori luogo.
Il turista di Cassola che ha fatto l'amara scoperta non si aspettava di trovare il materiale nocivo. Quel mucchio di rifiuti da lui notato nei giorni scorsi, non c'era poco tempo prima, quand'è transitato per una precedente escursione.
L'eternit dovrà essere rimosso e smaltito e i costi ovviamente peseranno sulla comunità, essendo al momento impossibile individuare il responsabile dell'abbandono. Anche questo elemento conferisce ovviamente maggior tristezza alla vicenda.
Gruppi di volontari hanno effettuato nei mesi scorsi campagne di pulizie in varie zone del Grappa, trovando di tutto, perfino frigoriferi e carcasse di animali. Un impegno, quelle delle varie associazioni bassanesi, che dura da molto tempo e comporta un notevole dispendio di tempo ed energie.Ma alla buona volontà di chi ama la natura, fa purtroppo da contraltare il danno di chi, al contrario, ha ben pochi scrupoli nel considerare il Grappa una vera e propria discarica di rifiuti pericolosi.
Lucio Zonta
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