mercoledì, 23 maggio 2012

Bassano

CAMBIA:

Con gli “avanzi” un pasto fresco per i più poveri

SOLIDARIETÀ. La generosità alimenta la mensa San Francesco. Gastronomie, mense e ditte del settore alimentare donano ogni giorno alimenti che sono utilizzati nella struttura d'accoglienza di quartiere Margnan
04/02/2012
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Con gli “avanzi” un pasto fresco per i più poveri

Novanta milioni di tonnellate: è la quantità di cibo perfettamente sano e commestibile gettata ogni anno nella spazzatura dai cittadini dell'Unione europea. In sostanza, si tratta una montagna di alimenti alta 500 metri e lunga un paio di chilometri che, tradotta in cifre pro capite significa 180 chili di rifiuto alimentare per abitante, vecchi e bambini inclusi. Da alcuni anni, Bassano si è impegnata a ridurre l'altezza della montagna di cibo sprecato attivando alla mensa S. Francesco in Margnan un sistema “Last minute market”. Conti alla mano, dalla primavera del 2009 ad oggi, recuperando il cibo da gastronomie, mense o ristorazione privata, sono state risparmiate oltre 11 tonnellate di cibo buono destinato a finire nella spazzatura. Ogni anno si preparano circa 750 pasti «Siamo attivi 365 giorni l'anno – spiega Enrico Parolin, presidente dell'associazione “Casa a colori” che gestisce il servizio – e serviamo ogni sera in media una ventina di pasti. Il meccanismo è semplice: ci sono alcune gastronomie, mense e ditte che commerciano nel settore alimentare che, ogni volta che hanno delle eccedenze, ci chiamano». I volontari raccolgono il cibo con un furgone-frigo e lo portano alla mensa San Francesco. «Il principio – prosegue Parolin – è che si deve sprecare il meno possibile. L'introduzione del “last minute” garantisce un pasto agli ospiti della mensa e permette di ridurre sensibilmente la quantità di rifiuto che esce dalle attività commerciali che ci appoggiano». L'idea è arrivata in città da Bologna, sede del primo “Last minute market” italiano attorno al 2007. Accolta dall'allora assessore al sociale, Federica Finco, si è resa concreta nella primavera del 2009 (inizialmente nei locali dell'ex ospedale) entrando a pieno regime con l'inaugurazione di Casa S. Francesco. Oggi sono una trentina i volontari che, sette giorni su sette, fanno funzionare il meccanismo. «Oltre che sull'aiuto di alcune attività commerciali – precisa Parolin – possiamo anche contare sulla sensibilità di privati che ci regalano alcune loro eccedenze. Tra gli episodi più recenti, ad esempio, c'è un regalo arrivato da una comitiva bassanese per il Capodanno di condivisione. Avevano acquistato troppo cibo e ci hanno donato le porzioni in più. C'è stato anche un pescatore che, dopo una battuta in Brenta, si è presentato alla mensa S. Francesco con cinque chili di trote fresche». L'obiettivo è ampliare il raggio d'azione del “last minute” coinvolgendo anche i supermercati. L'obiettivo è recuperare i prodotti che si avvicinano alla data di scadenza, ma l'operazione è complessa. «Il cibo fornito da mense e gastronomie - spiega Parolin – è fresco, prodotto in giornata. Per i cibi confezionati in scadenza bisogna invece avere il nulla osta dell'Ulss e procedere a una serie di verifiche».

Lorenzo Parolin




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