mercoledì, 23 maggio 2012

Bassano

CAMBIA:

«Palazzo Pretorio in cambio del teatro Astra»

LA PROPOSTA. Il sindaco Stefano Cimatti lancia la palla ai proprietari.«È l'unico modo per riaprirlo in quanto il prezzo d'acquisto è troppo elevato. Un accordo vantaggioso per tutte le parti»
01/02/2012
Zoom Foto
La facciata del teatro Astra in viale dei Martiri

Palazzo Pretorio in cambio del teatro Astra. Il Comune di Bassano riapre i giochi e lancia una proposta per restituire alla città il suo teatro sociale. Nonostante il fervore, alimentato dalle campagne avviate qualche anno fa da associazioni e comitati per l'acquisizione dell'antica sala di viale dei Martiri si sia andato a poco a poco spegnendo, il sindaco Stefano Cimatti fa sapere che l'Amministrazione non ha abbandonato la speranza di rientrare in possesso del più importante palcoscenico cittadino. Un bene che, secondo il ragionamento dell'attuale Giunta, potrebbe essere restituito dagli attuali proprietari alla municipalità ottenendo in cambio qualche immobile del patrimonio pubblico più facilmente sfruttabile.
«Sto pensando a palazzo Pretorio o agli edifici del cortile del Castello dove attualmente sono ospitati gli uffici tecnici - spiega Cimatti - In previsione di un accorpamento di tutte le sedi municipali, sarebbe auspicabile per noi non dover provvedere ai costi di manutenzione di tali immobili e recuperare invece una sala per le rappresentazioni».
Sull'Astra, passato ormai da diversi anni in mano ad un gruppo di privati, esiste d'altro canto un preciso vincolo della Sovrintendenza, che consente di utilizzare quello stabile solo come teatro.
«In ogni caso - prosegue Cimatti - anche se non ci fosse tale disposizione, fino a quando sarò sindaco non permetterò che l'Astra perda la sua destinazione originaria».
A conti fatti, quindi, potrebbe risultare vantaggioso anche per i privati giungere ad un accordo di questo tipo con il Comune. Anzi, sembra proprio, che quella tracciata dal primo amministratore sia in realtà l'unica strada effettivamente percorribile. Il prezzo di vendita fissato dai proprietari, una cifra superiore ai 4 milioni di euro, è infatti decisamente troppo alto per l'ente pubblico, che potrebbe sborsare al massimo 2 milioni e 400 mila euro, ossia la somma con la quale, qualche anno fa, si sarebbe potuto esercitare il diritto di prelazione.
«Il teatro, così com'è, però non è agibile e necessita di una serie di lavori di ristrutturazione e ampliamento - precisa Cimatti - Per questo, prima di dare avvio ad un'eventuale permuta, chiederemo al privato anche di eseguire almeno alcuni interventi di sistemazione».
«Al momento - conclude il sindaco - non c'è stato però alcun incontro ufficiale. Ho solo gettato il sasso e spero che questo serva per aprire una discussione con i proprietari». C.Z.




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