Tribunale, altri due anni di vita
GIUSTIZIA. Primi risultati della campagna avviata da enti locali, professioni, categorie economiche e associazioni. Interrogazione dell'on. Lanzarin sul futuro della sede bassanese E dal Governo arriva la proroga nella delega di riorganizzazione
Buone notizie da Roma. La battaglia, portata avanti da enti locali, professionisti, categorie economiche e associazioni, in difesa del tribunale di Bassano, ha sortito effetti positivi.
Dopo la notizia delle settimane scorse del mantenimento del Giudice di pace e la presa di posizione di questi giorni della Regione Veneto contro la chiusura del foro bassanese, ieri l'on. Manuela Lanzarin (Lega) come primo firmatario ha presentato un'interrogazione al Guardasigilli Paola Severino per conoscere quali interventi il Ministero intende attuare relativamente al Tribunale di Bassano. Poche ore dopo, la notizia che il Governo ha accettato l'ordine del giorno proposto tra le altre con la firma dello stesso on. Lanzarin, per la proroga di 24 mesi della delega data al Governo per valutare la riorganizzazione degli uffici giudiziari. Con questo passaggio verrà così riservato un tempo maggiore alla Commissione e al Ministero di Giustizia per determinare meglio il nuovo assetto degli uffici territoriali e nel caso specifico di Bassano, per comprendere con maggior rigore tutte le ragioni che supportano il mantenimento del servizio.
Nella sua interrogazione, l'on. Lanzarin, sindaco di Rosà, aveva esordito dal decreto legge dello scorso agosto che prevede la delega al Governo sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari nel territorio, allo scopo di ridurre le spese. A supporto della tesi per il mantenimento del Tribunale di Bassano, l'on. Manuela Lanzarin aveva ricordato i numeri e le caratteristiche che rendono i servizi giudiziari bassanesi un importante esempio di efficienza capace di coprire un territorio di 31 Comuni per un totale di 190 mila abitanti con relative attività economiche e di generare nell'anno 2010 introiti per lo Stato di 3,37 milioni di euro.
La riorganizzazione territoriale passa attraverso i lavori di un'apposita commissione consultiva ministeriale che ha per oggetto del lavoro “l'analisi e la valutazione di tutti i criteri indicati dalla legge delega, riferiti all'estensione del territorio, al numero degli abitanti, ai carichi di lavoro, all'indice delle sopravvenienze, alla specificità territoriale del bacino di utenza ed al tasso di impatto della criminalità organizzata”.
Su questo punto l'esponente del Carroccio aveva sottolineato nella sua interrogazione come «è necessario che il progetto di geografia giudiziaria avvii una positiva revisione delle sedi, dando tuttavia adeguato spazio a tutte le indicazioni provenienti dalle diverse istituzioni territoriali. La supposta soppressione, fra l'altro, sarebbe priva dei requisiti richiesti dalla delega citata, giacché, ad una prima analisi, non potrebbe coniugarsi con l'estensione del territorio, il numero degli abitanti, i carichi di lavoro, l'indice delle sopravvenienze e la specificità territoriale del bacino di utenza».
«Le dichiarazioni del vicepresidente Zorzato - ha commenta l'on. Lanzarin a Roma dopo l'intervento in aula - ma soprattutto la presa di posizione formale della Regione Veneto contro la chiusura del tribunale di Bassano, è un nuovo ed importante tassello che si aggiunge all'encomiabile lavoro di squadra che enti, istituzioni e associazioni bassanesi stanno facendo a difesa del nostro Tribunale. Siamo tutti d'accordo che vanno ridotti gli sprechi ma ribadisco ancora una volta che si devono ponderare le scelte valutando ogni singola realtà territoriale e soprattutto dando ascolto alle motivazioni delle varie istituzioni interessate. Per questo nel mio ruolo di deputato del territorio, come in precedenza con il Ministro Nitto Palma, ho chiesto al Governo come intende adoperarsi per garantire la permanenza di questo importante servizio ai cittadini».Ca.B.
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