mercoledì, 23 maggio 2012

Bassano

CAMBIA:

Acqua, un aiuto alle famiglie

SERVIZI. Aumenta il numero degli utenti in difficoltà economiche che non riescono più a pagare le bollette. Con il fondo di solidarietà  di oltre 400 mila euro promosso da Etra e Ato. Ai Comuni il compito di indicare i beneficiari
17/01/2012
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È sempre più difficile per le famiglie pagare le bollette dell’acqua

Ato Brenta ed Etra spa in aiuto degli utenti in forte disagio economico.
«Sempre più famiglie non riescono a pagare la bolletta dell'acqua». È questa la segnalazione che lo scorso autunno Etra spa ha indirizzato all'Autorità d'ambito “Ato Brenta”, l'ente titolare della regolazione della tariffa del servizio idrico. Il presidente di Ato Brenta, Lino Ravazzolo, ha raccolto l'invito e, con il sostegno unanime del consiglio di amministrazione, ha presentato all'assemblea dei sindaci di Ato Brenta una proposta nuova nel suo genere: istituire un fondo di solidarietà per gli utenti domestici in comprovato disagio socio-economico.
I sindaci nella seduta del 24 novembre non solo hanno accolto la proposta ma hanno anche deciso di applicare l'intero risultato di amministrazione dell'ente del 2010, pari a euro 404.771,55, per finanziare questo fondo di solidarietà destinato a compensare i mancati introiti tariffari derivanti da insolvenze di utenti domestici in comprovato disagio socio-economico.
Il fondo è costituito per due annualità (2012 e 2013) ed è ripartito, in quota parte, ai 73 Comuni di Ato Brenta in base al numero di abitanti.
Il presidente, a nome dei sindaci, evidenzia quanto sia importante, in questo particolare contesto economico, sostenere i cittadini in grave difficoltà nell'affrontare spese essenziali come quelle del servizio idrico. Interventi mirati sul disagio effettivo di alcune famiglie permetteranno di evitare i casi limite, purtroppo sempre più frequenti, di sigillatura dei contatori, che viene di prassi effettuata nel caso di reiterata morosità, con disagi sociosanitari facilmente immaginabili e aggravi di costi pesantissimi per questi utenti. Il fondo di solidarietà inoltre permette di compensare i mancati introiti derivanti da queste insolvenze, che altrimenti gravano sull'Etra e, di conseguenza, sulla determinazione delle tariffe del servizio idrico. Questa scelta dunque da un lato tutela direttamente le persone in effettivo stato di povertà, tale da non poter permettersi di pagare l'acqua, dall'altro tutela tutti gli altri utenti da rincari tariffari dovuti a questi mancati introiti.
L'Autorità d'ambito, in accordo con l'Etra, interviene quindi in modo innovativo, scegliendo di impiegare risorse proprie a favore della popolazione disagiata, per garantire a tutti un servizio essenziale come l'acqua. Spetterà poi a ciascun Comune il compito delicato di individuare i soggetti in comprovato disagio socio-economico a cui praticare l'esonero totale o parziale delle bollette del servizio idrico integrato emesse nell'arco del 2011 e 2012. Infatti solo le Amministrazioni comunali, come presidio costante del territorio, conoscono e possono correttamente discriminare i casi di reale disagio da casi di insolvenze generiche. Parte cospicua dell'avanzo di amministrazione che va costituire il fondo di solidarietà deriva dal fatto che Ato Brenta ha azzerato nel 2010 indennità e gettone per gli organi politici.

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