Schio, «rotatoria pericolosa Si rischia la vita»
LA PROTESTA. Dopo la morte di Giuseppe Maistro, travolto da un'auto. A Ca' Trenta la viabilità centrale è sotto accusa
Mentre si attende il nullaosta della Procura di Vicenza per poter il funerale di Giuseppe Maistro, 73 anni, che potrebbe essere celebrato domani mattina a Ca' Trenta monta la protesta per la rotatoria-assassina. Abitanti e cittadini sono sul piede di guerra.
«Quella rotatoria è un scempio ed è pericolosa», è il parere unanime, anche se per il parroco don Primo Secco, è una questione di rispetto delle regole del codice stradale.
«Non ha senso spiega Ornella Trapasso, che abita proprio di fronte mettere in pericolo l'incolumità di chi attraversa perché è fatta male e personalmente, in passato lo avevo fatto presente all'assessore competente, durante un sopralluogo proprio qui a Ca' Trenta. Ho un figlio di nove anni continua spesso lo mando al supermercato vicino casa, ma lo faccio con il cuore in gola. Lo seguo dalla finestra e temo che gli accada qualcosa. I mezzi che passano dalla rotonda hanno difficoltà di manovra, soprattutto i mezzi pesanti. Spesso gli autisti dei pullman sono costretti a manovre pericolose perché non ce la fanno a sterzare. In quell'incrocio, ci sono tanti negozi, non è possibile rischiare la vita per andare a fare la spesa, com'è accaduto a Maistro, che ha perso la vita a pochi metri da casa propria. Questa zona è diventata pericolosa. C'è anche il problema del marciapiedi che è alla stessa altezza della strada. Maistro si trovava lì, quando è stato travolto dall'auto».
«È un anno esatto che è stata realizzata quella rotonda raccontano i dipendenti del Panificio Borzaga eravamo tutti contrari. Si è creata molta confusione con i cartelli stradali. Gli automobilisti che arrivano da Magrè spesso non rispettano la precedenza».
«Credo che sia questione di regole sottolinea il parroco di Ca' Trenta siamo tutti fortemente scossi, dalla tragedia che ha colpito la famiglia Maistro, ma sono convinto che sia anche necessario rispettare i limiti di velocità imposti in quella zona. Forse è da rivedere quel progetto stradale, ma spesso vedo sfrecciare davanti ai miei occhi, automobilisti che dovrebbero essere più prudenti». Â
Natalia Bandiera
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