Posina Uccidono camosci, denunciati
POSINA. Tre vicentini sono stati deferiti dalla polizia provinciale per i reati di bracconaggio e di omissione di soccorso. Li ha scoperti un maresciallo dei carabinieri fuori servizio Per fermarli è finito in un dirupo ferendosi seriamente alla testa
Hanno avuto la "sfortuna" di trovare sulla loro strada un maresciallo dei carabinieri, che li ha colti sul fatto. Il sottufficiale, nel tentativo di bloccarli e consegnarli alla polizia provinciale, è finito in un dirupo, ferendosi seriamente al capo e ad un braccio. Alla richiesta d'aiuto da parte del militare, due dei tre presunti bracconieri avrebbero omesso il soccorso. La denuncia da parte della polizia provinciale è scattata nei confronti di tre persone.
Si tratta di I.C., di Posina, di N.P. e del figlio di quest'ultimo M.P., di Treschè Conca di Roana. I primi due, oltre che di bracconaggio, sono anche accusati di omissione di soccorso Sarebbero stati loro, a distanza ravvicinata dal carabiniere ferito, ad ignorare la sua richiesta d'aiuto. Sotto sequestro tre camosci, fucili di caccia e tutto il l'occorrente del cacciatore professionista.
Alcuni giorni fa il maresciallo Claudio Burello, comandante della stazione di Arsiero, mentre si trovava a caccia fuori dal servizio, nella frazione di Val Grande in comune di Posina, ha notato i tre indagati che trascinavano i tre camosci morti.
Il sottufficiale, che ha conseguito la qualifica di "accompagnatore di selezione" che tutela le specie protette, si trovava in compagnia di due amici cacciatori. Burello ha subito capito che si trovava dinanzi a tre bracconieri. Ha subito lanciato l'allarme telefonando alla polizia provinciale e ai colleghi delle stazioni di Posina e Canove per chiedere supporto. Nel frattempo, si è avvicinato ai tre qualificandosi come un sottufficiale dell'Arma.
Quindi la reazione dei tre con Burello che nel tentativo di acciuffarli, dopo averli inseguiti per alcune decine di metri, è finito in un dirupo, ferendosi alla fronte e ad un braccio. «Ho rischiato la vita - ha raccontato il sottufficiale, che come parte lesa, non poteva procedere personalmente con la denuncia - ho chiesto aiuto e due di loro mi hanno anche sentito perchè erano a pochi metri da me. Io li ho visti. Sono arrivati, invece, i miei amici a tirarmi fuori da lì». Nel frattempo, sono arrivati i rinforzi con polizia provinciale e carabinieri che hanno circondato la zona. Non è stato possibile acciuffarli subito, ma grazie ad un successivo sopralluogo, al rinvenimento di oggetti per la caccia, animali morti, uno zaino con effetti personali e persino un cane da traccia, gli investigatori sono arrivati all'identificazione dei tre indagati che sono stati denunciati in stato di libertà.
Soddisfatto l'assessore provinciale alla caccia Marcello Spigolon: «Tolleranza zero verso i bracconieri. Da anni la Provincia cerca di gestire oculatamente il proprio patrimonio faunistico, in particolare la fauna tipica alpina. I prelievi venatori del camoscio vengono attuati in forma strettamente selettiva, con piani di abbattimento attuati con limitazioni qualitative e quantitative. Ciò ha consentito in pochi anni una presenza sempre maggiore di camosci sulle nostre montagne».Â
Natalia Bandiera
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1 manisulpetardo 21/12/2011 16:11 6 commenti
APPENA VI SARA' POSSIBILE, NOMI E COGNOMI DI QUESTI BRAVI PADANI.