Breganze I Rom accendono le polemiche
BREGANZE. Il no ai campi nomadi ha scatenato vivaci discussioni. Rifondazione Comunista accusa il sindaco di adottare documenti disumani e intanto in Giunta si minimizzano le divergenze
Provvedimenti a dir poco disumani, mancanza di volontà di risolvere i problemi delle fasce deboli, insensibilità. Sono accuse dure quelle che Rinfondazione comunista lancia alla sindaca per aver alzato la mano e aver dato il via libera ad una mozione della minoranza che vieta insediamenti di nomadi in paese. Fra l'altro, la Covolo si è ritrovata in disaccordo con il suo vice, che la mozione l'ha proprio rigettata facendo pollice verso.
«Per motivi burocratici», ha precisato ieri il delfino del sindaco per zittire chi già pensava ad una rottura con il primo cittadino.
Ad accendere la miccia ieri ci ha pensato Irene Rui, responsabile del dipartimento politiche migratorie del Prc di Vicenza. «Il sindaco e l'assessore Finetti circa un anno fa - dice la Rui - si erano impegnati a risolvere la questione riguardante una, ma anche più famiglie residenti nel Comune, con la possibilità di trovare una casa o aree di sosta attrezzate con servizi e sottoservizi. Il fatto che oggi la Covolo e l'assessore Dalla Valle pensino che le aree siano di intralcio all'integrazione di queste famiglie, costrette a vivere in situazioni precarie, è ridicolo e disumano». Decisa la replica dell'Amministrazione che sottolinea come in quello dichiarato dalla Rui ci sia "un errore di fondo" in quanto la mozione si riferiva ai nomadi non residenti in paese. «A Breganze c'è una famiglia residente e perfettamente integrata spiega Silvia Covolo che da anni alloggia in una roulotte nella zona industriale: i genitori lavorano e percepiscono i contributi sociali e i figli vanno a scuola, frequentano il calcio e la biblioteca. Per loro l'assessore Finetti si è anche impegnato a trovare una residenza, in locazione. Le altre famiglie, invece, sono composte da cittadini italiani senza fissa dimora: di queste alcune vivono nei pressi della rotatoria Chizzalunga, di proprietà della Provincia, altre vicino allo sbocco della pista ciclabile di Mirabella».
Famiglie, queste ultime, che hanno scelto uno stile di vita non stanziale e che, quindi, se relegate in campi nomadi verrebbero "ghettizzate" piuttosto che integrate. «Non è vero - continua il sindaco - che di loro ci siamo disinteressati: i figli vanno a scuola e noi abbiamo erogato un contributo alle associazioni di solidarietà per l'acquisto di buoni pasto e pacchi viveri. Sono convinta che il tavolo tecnico al quale prenderanno parte gli assessori Dalla Valle e Finetti potrà trovare soluzioni idonee al problema dei nomadi presenti in paese».
Il vicesindaco Stefani tiene, infine, a precisare che aver dato voto contrario alla mozione non ha creato alcuna frattura . «"Progettiamo assieme" ha ritenuto che la mozione non fosse formulata in modo appropriato. Se ci fosse stata la possibilità di votare i 2 punti in modo disgiunto, avremmo detto sì all'istituzione del tavolo tecnico. Il primo punto, invece, non specificava se erano escluse o meno le aree private».
Silvia Dal Maso
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1 andrea36 22/11/2011 12:39 2 commenti
PARTE N.2 Vorrei vedere se un gruppo di ragazzi in bicicletta ci passa.. altri ancora chiedono l’elemosina.. Trovo giusto dire che però le persone buone o cattive ci sono ovunque, in qualsiasi società indifferentemente dal colore della pelle. Resta da capire se a queste persone va di allacciare un rapporto sociale reciproco, un rapporto interrelazionale o se gli comoda questa vita da esclusi,invisibili quando vogliono. Penso inoltre che queste persone possiedono una ricca cultura anche gastronomica, come ogni paese, ogni etnia. Penso che molte cose gli vengano tramandate di generazione in generazione e che sarebbe utile conoscere qualcosa di più, per ampliare lo sguardo, di tutti; un po’ di conoscenza non fa male ma ci deve essere un rapporto reciproco.