Schio Vigili, microcamere sono ok
LA VERTENZA. Il giudice del lavoro respinge il ricorso per comportamento antisindacale e dà ragione al Consorzio. Secondo la sentenza non c'era la volontà di spiare gli agenti ma solo di controllare i locali a seguito dei furti di materiale
L'installazione di quattro microcamere nei locali del Comando consortile di Polizia locale Altovicentino non corrisponde ad un comportamento antisindacale, secondo la sentenza emessa dal giudice del lavoro.
Il primo round della vicenda che vede contrapposti agenti di Polizia locale e sindacati da una parte, ex comandante e vertici del Cda del Consorzio dall'altra, si conclude con il successo di questi ultimi.
I sindacati preannunciano già il ricorso in appello, in attesa che la vicenda giudiziaria si trasferisca in un'altra aula, quella della Procura dove pende una denuncia per violazione della privacy.
Il pubblico ministero Barbara De Munari ha avviato gli accertamenti contro ignoti. L'ipotesi è di interferenza illecita nella vita privata attraverso strumenti tecnologici quali le microtelecamere, che erano state fatte installare dal comandante Matteo Maroni, poi dimissionario, nei corridoi e nella saletta dei distributori automatici, prima di venire scoperte dagli agenti stessi e fatte togliere.
Da oltre un anno è in atto al Consorzio una vertenza sull'applicazione del contratto, che ha portato a due scioperi degli agenti.
La vicenda delle microcamere aveva gettato benzina sul fuoco anche perché erano state collocate, a detta del comandante, dopo una serie di atti vandalici e furti avvenuti al Comando. Fra gli altri erano spariti quattro cinturoni con distintivi. Secondo invece i denuncianti servivano a tenere sotto controllo la bacheca degli avvisi sindacali.
«Apprendiamo della sentenza con soddisfazione - ammette il presidente del Consorzio, Luigi Canale - ma anche con la sobrietà che abbiamo sempre mantenuto nel corso di questa vicenda e che caratterizza in generale il comportamento del consorzio che rappresentiamo. Prima di ogni giudizio nel merito aspettiamo di leggere nel dettaglio le motivazioni che accompagnano la sentenza».
L'ordinanza firmata dal giudice Fabio Laurenzi sottolinea l'infondatezza della presunta condotta antisindacale e sposa le tesi difensive sostenute dagli avvocati Lelio e Guido Maria Fracasso per conto del Consorzio. L'installazione delle telecamere «è innocua al fine del controllo a distanza del personale ed è coerente con l'intenzione dichiarata della tutela del patrimonio aziendale e della prevenzione di reati».
Smontata insomma la tesi accusatoria e sostenuta la validità del comportamento del comandante.
«Vaglieremo l'ordinanza per ricorrere in appello davanti alla giustizia ordinaria», replicano i rappresentanti sindacali.
La partita è ancora aperta.Â
Mauro Sartori
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