Schio Gli studenti: «Non siamo sardine»
LA PROTESTA. Un migliaio in piazza ieri per manifestare contro Ftv per i disagi creati dagli orari e dai mezzi stipatiSingolare il caso verificatosi a Piovene dove 60 ragazzi diretti a Cogollo sono rimasti a terra per il mancato arrivo del bus
Suona la campanella ma gli studenti scelgono di stare fuori dalle aule e di protestare pacificamente contro Ftv, in una città blindata dalle forze dell'ordine.
Al grido dello slogan "Noi non siamo delle sardine", un migliaio di alunni delle scuole superiori di Schio hanno marciato ieri per le vie del centro fino a giungere alla stazione delle corriere di piazzale Divisione Acqui. Marcati da polizia e carabinieri, i ragazzi hanno manifestato il loro disagio per i disservizi nei trasporti pubblici e soprattutto per il sovraffollamento degli autobus all'uscita da scuola, nella fascia oraria delle 13,45.
«Il servizio è scadente ed è peggiorato negli ultimi anni spiega un ragazzo del coordinamento studentesco di Schio Non è giusto che le scuole si adeguino alle esigenze di Ftv, visti gli introiti che l'azienda ha con i nostri abbonamenti».
Alla protesta hanno partecipato una parte dei ragazzi dell'istituto Pasini, dell'Ipsia, dell'Itis e del liceo Martini; fuori dai giochi invece i licei Zanella e Tron. A scatenare lo sciopero i tagli ai trasporti pubblici, il prezzo del biglietto e il sovraffollamento nei bus che in alcuni casi ha costretto i controllori a far scendere i ragazzi per questioni di sicurezza.
«Come ci si sente ad essere immobilizzati come sardine, a non potervi muovere?», hanno chiesto ironicamente agli autisti, sedendosi per qualche minuto davanti alle corriere in piazzale Divisione Acqui, dopo aver sfilato per il centro nella speranza di ottenere qualche corsa in più.
Le storie dei ragazzi in questo primo mese di scuola non mancano. Uno dei disagi più gravi è accaduto venerdì scorso, come raccontano Valentina e Irene di Cogollo del Cengio: «Quest'anno siamo costrette a scendere a Piovene Rocchette e a cambiare autobus per tornare a casa. Però la settimana scorsa al momento del cambio, il bus non c'era e così siamo rimasti tutti a piedi. Fortunatamente uno dei nostri genitori è venuto a prenderci».
I disagi ci sarebbero anche alla mattina presto, come racconta Alessandro che studia all'Itis: «Alla mia fermata, a Malo, siamo una trentina di studenti che aspettiamo la corriera delle 7,30 ma ci è capitato che fosse già piena e così l'autista non si è nemmeno fermato. Mi sono rassegnato a prendere quella delle 7 ma allora quando arrivo, la scuola è ancora chiusa. Abbiamo anche fatto una raccolta firme e l'abbiamo presentata al preside per capire se è possibile anticipare l'apertura onde evitare di stare fuori al freddo».
Anna Lirusso
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