Caldogno Sotto l'invaso una maxi discarica
CALDOGNO.La spazzatura nei campi era diffusa fino agli anni '80. Avviata una minuziosa indagine ambientale dopo il rinvenimento di quasi sette mila metri quadri di rifiuti abbandonati da anni
Caldogno. Tutti adesso dicono che si sapeva da tempo. Ma il problema è venuto fuori, letteralmente: quasi 7 mila metri quadri di rifiuti, sotterrati nell'area del futuro bacino di invaso che dovrebbe proteggere Vicenza dalle alluvioni. Nessuna sorpresa, spiegano gli esperti: quella di seppellire la spazzatura nei campi era una prassi diffusa negli anni '70 e '80, prima che una legge lo vietasse. Ora servirà una minuziosa indagine ambientale del sito contaminato, un terreno agricolo ai confini tra Caldogno e Novoledo. In gergo "piano di caratterizzazione" ed è già stato avviato; l'area è stata recintata e ieri sono iniziati i carotaggi affidati ad una ditta di Padova.
Della scoperta sono state informate Arpav e Asl, che hanno partecipato alla conferenza dei servizi indetta dal Comune e che ora dovranno monitorare le analisi in corso.
Secondo i tecnici le operazioni non dovrebbero avere conseguenze sull'opera di sicurezza idraulica, ma lo si potrà dire con certezza solamente al termine della caratterizzazione. «La situazione era nota dopo i carotaggi della scorsa primavera - commenta l'assessore all'urbanistica Alberto Moschini - ma non rallenterà la realizzazione del bacino. Il proprietario non era in grado di procedere alla messa in sicurezza del terreno, come previsto dalla legge ed ha preferito cederlo alla Regione. Denunce? Non ce ne sono, perché i rifiuti all'epoca venivano sepolti in accordo con gli enti».
Tutto avveniva alla luce del sole, nonostante l'area si trovi nei pressi di uno dei più grandi bacini acquiferi d'Europa.
E probabilmente il pattume continuerà a restare lì, se non ci saranno motivi sufficientemente gravi per toglierlo.
«I costi per la rimozione sarebbero molto elevati - continua Moschini - e se non vi sono spandimenti, l'area verrà isolata con un cappotto. Lì sopra è previsto un argine orizzontale che divide il bacino».
Nessun allarme? «Direi di no - afferma Roberto Piazza della Direzione Difesa del Suolo della Regione - ma aspettiamo la conclusione delle indagini per definire le scelte progettuali. Il perimetro del bacino, il volume e le tempistiche non dovrebbero cambiare. Il sito contaminato rimarrà esterno al bacino: non ci sarà mai acqua sopra ai rifiuti».
Anche negli uffici della Regione nessuno si è meravigliato. «Il territorio veneto - dice Piazza - è pieno di piccoli depositi di rifiuti ricoperti di terra».
Intanto novembre si avvicina e alla gente interessa sapere a che punto sono i lavori. «La progettazione va avanti - spiega Moschini - e in nessun caso i risultati delle analisi fermeranno il bacino. Entro fine anno avremo il progetto». COPYRIGH
Paolo Mutterle
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1 gelateio 25/11/2011 21:04 1107 commenti
noncisara´mai acqua sopra i rifiuti ,sotto si´, cattane saviabona ed altre zone erono discariche a ciel sereno oggi ci sono sopra abitazioni?