mercoledì, 23 maggio 2012

Alto Vicentino

CAMBIA:

Schio. Imprenditori contro il Tribunale a Bassano»

LA PROTESTA. Le associazioni di categoria disposte a dare battaglia. Gli Industriali: «Un bacino come il nostro non può rimanere senza uffici giudiziari. Piuttosto che si trasferiscano i servizi a Vicenza»
07/10/2011
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Gli uffici giudiziari di via Maraschin, destinati alla soppressione

Schio. Foro competente: Trento. Sta già accadendo. Qualche impresa del territorio mette in calce dei contratti la destinazione trentina per eventuali controversie con i clienti. Pare che i tempi giudiziari siano assai più brevi.
Se il Tribunale di Schio venisse cancellato, questione di cui da mesi si parla e che troverebbe ulteriore conferma nell'ultima Finanziaria governativa, l'emorragia verso gli uffici della regione confinante proseguirebbe, visto che gli imprenditori hanno già fatto sapere la loro opinione: mai con Bassano.
L'altro giorno si sono ritrovati i presidenti delle associazioni di categoria di Schio, Thiene e Valdagno per dire no alla soppressione degli uffici giudiziari di via Maraschin e, in subordine, per perorare lo spostamento dei servizi a Vicenza. Intanto Confindustria ha convocato i sindaci dell'Alto vicentino per martedì 11 ottobre e il giorno prima ci sarà l'incontro con i referenti dell'Ordine degli avvocati.
«Noi pensiamo che un bacino di 235 mila abitanti e migliaia di imprese non possa rimanere senza Tribunale - premette Renato Munaretto, presidente del raggruppamento di Thiene di Assindustria e portavoce dei presidenti di categoria. - Vogliamo garanzie e siamo pronti a dare battaglia, coinvolgendo l'opinione pubblica dopo esserci confrontati gli enti locali. Se chiudere una sede staccata così importante come quella scledense è già assurdo, peggio ancora sarebbe un trasferimento delle competenze verso il Tribunale di Bassano.
Le nostre imprese sono naturalmente rivolte verso Vicenza e quella semmai è la soluzione più indolore».
Però l'intenzione primaria è quella di difendere Schio, anche se da Roma pare non ci sentano, sotto questo aspetto.
«Le nostre imprese non possono sopportare ulterori penalizzazioni - conclude Munaretto. - Hanno necessità di servizi efficienti e rapidi, mentre nel futuro che ci viene prospettato si profilano servizi scadenti e tempi raddoppiati»
I sindaci sono pronti a schirarsi, forti dei numeri di un bacino superiori a quelli di quasi tutte le sedi staccate italiane destinare a finire sotto la scure dei tagli».

Mauro Sartori

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