Valdagno.
Due nuove
centrali
elettriche
VALLE AGNO. Verrà prodotto 1 milione di KwCon quella pronta ai Marchesini la società "Impianti Agno" produrrà due milioni di Kw con un ricavo di 450 mila euro
Con un investimento di 912 mila euro la società Impianti Agno Srl sta realizzando due centraline idroelettriche che produrranno un milione 146 mila kw/ora l'anno. Obiettivo: creare corrente per oltre 250 mila euro da vendere sul mercato al miglio offerente. In definitiva, come spiega Paolo Pellizzari, referente del procedimento tecnico, «l'energia sarà ceduta al Gse (Gestore servizi elettrici) nazionale tramite Enel, a prezzo incentivato con tariffa di 22 centesimi al kw/h». Con quella dei Marchesini, si potrà arrivare a produrre un milione di kw ricavando oltre 450 mila euro. La società, i cui soci sono i sei Comuni della Valle dell'Agno, ha dato corso alla realizzazione delle nuove centrali idroelettriche denominate Agno e Parlati, che verranno inserite sulle condotte di acquedotto esistenti nella Valle dell'Agno sfruttandone la portata ed il salto idraulico disponibili. «La centrale "Agno" -spiega Pellizzari- di S. Quirico a Valdagno verrà inserita sulla linea di acquedotto consortile che approvvigiona le reti di distribuzione collegate». Installata una turbina "Francis" con produzione di energia elettrica annua di 546 mila kw/h. A Recoaro «la centrale Parlati sfrutta il salto disponibile di 250 metri della linea di acquedotto esistente "Canaste". La portata varia tra 15 e 70 litri al secondo. È prevista anche la sostituzione del tratto di condotta di acquedotto esistente, dal punto di realizzazione della centrale idroelettrica fino all'attraversamento del torrente Agno in corrispondenza della contrada "Maltaura"». Installata una turbina "Pelton" con produzione di energia elettrica annua di 600 kw/h. «Lo stato di avanzamento dei lavori -conclude il tecnico Pellizzari-, il cui completamento sarà a febbraio 2011, vede già realizzato l'edificio della centrale idroelettrica "Agno". Per le fondazioni dell'edificio ai "Parlati", è stato necessario un intervento di consolidamento dello scavo».
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Luigi Centomo
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