Dueville
Centro ippico
«Nessun danno
alle due ville»
DUEVILLE. Dopo il no della Provincia il Comune vuole un confronto. LAmministrazione difende il progetto Marioni e invita a considerare tutte le alternative possibiliGIUSEPPE BERTINAZZI
Dueville. «Pretendiamo che la Provincia apra con noi un dialogo e che non ci imponga ordini dall'alto». Dopo la doccia fredda di ferragosto, che ha visto il presidente della Provincia Attilio Schneck prendere posizione a difesa delle ville e del loro paesaggio e, di conseguenza, contro il Centro internazionale di equitazione, ecco pronta la replica del sindaco, Giuseppe Bertinazzi, e dell'assessore all'Urbanistica Modesto Gazzola.
«Per legge - fa presnte Gazzola - bisogna prendere in considerazione tutte le possibilità e le alternative che le due parti propongono, arrivando con diplomazia possibilmente ad un accordo».
Nel caso di Dueville in mezzo ai giochi fra le parti politiche c'è anche un privato, Elio Marioni, che con i suoi investimenti avrebbe potuto dare al paese un importante centro sportivo e turistico. E, anche se in questo momento non vuole rilasciare nessuna dichiarazione, si dice che Marioni non si farà certo scoraggiare da questo primo no, e continuerà a combattere per la sua causa. «Quando qualche anno fa abbiamo iniziato a parlare di Pat con l'Amministrazione Provinciale - ricorda Bertinazzi -, era già in atto una pianificazione del territorio comunale, dove era stato inserito il Centro Ippico, al tempo approvato ed elogiato verbalmente dagli amministratori della Provincia. Ora quello che noi tutti vogliamo capire è su quali parametri si sono stabiliti i coni ottici che ostacolano la costruzione del Centro di Equitazione: la struttura sportiva sorgerà a circa 1400 m dalle Ville Venete Porto Milan Massari e Da Porto Casarotto. Non vedo quale deturpamento può essere loro provocato».
Il progetto del Centro Ippico è sostenuto da tutto il Consiglio Comunale, minoranze incluse, dalla Coldiretti e dall'Associazione Industriali di Vicenza.
«Persino i residenti di Villa Da Porto Casarotto si sono detti favorevoli- insiste Gazzola- se guardassimo quello che i coni ottici dovrebbero preservare, vedremmo solo campi ed erba, nemmeno una villa. Ma allora questa salvaguardia per i beni architettonici, serve a preservare le ville e il paesaggio che le circonda o quello che si vede da esse?».
«Il problema del Ptcp - conclude Bertinazzi - è che applica in maniera sistematica e oggettiva delle norme. Questo è giusto come primo step, ma poi bisogna esaminare attentamente ogni singolo caso. L'uscita di Schneck è palesemente affrettata: il piano territoriale non è una cosa che la Provincia fa cadere dall'alto. Anche i Comuni devono poter dire la loro. Ora cercheremo di aprire un dialogo prima che vengano prese delle decisioni definitive».COPYRIGH
Marco Billo
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