Schio.
Arcadia
«Paletti abusivi,
non vandalismo»
DANNI. Per Arcadia la recinzione abbattuta nella notte limitava l'accesso ai mezzi per il trasloco del centro socialeL'assessore Dall'Aglio: «Se ci sono responsabilità individuali la giustizia farà il suo corso»
«La rimozione delle recinzioni che ostacolano l'ingresso dello spazio in cui siamo in affitto non è e non rappresenta un atto vandalico bensì un intervento per rimuovere l'impedimento di accesso allo stabile con mezzi di lavoro», così replicano i ragazzi del centro sociale Arcadia dopo che alcuni di loro sono stati immortalati dalle telecamere mentre demoliscono i paletti di delimitazione posti di fronte all'ingresso dell'immobile.
«Il vandalismo è una pratica che non ci appartiene, rimuovere una recinzione non deve essere paragonata a chi lancia bombe molotov. Le recinzioni, presenti da gennaio 2009, non sono mai state rimosse anche se violavano la via di esodo. E quelle telecamere violano la privacy filmando in zone di passaggio pubblico e nelle nostre proprietà», ribadisce Arcadia con una nota.
Dura la posizione di Alex Cioni, coordinatore vicario del Pdl scledense: «L'amministrazione deve fare una scelta: chiudere ogni tipo di dialogo con questi personaggi, a partire dalla questione dalla nuova sede del centro sociale, o prepararsi ad uno scontro aperto con noi».
Il Comune sta infatti vagliando alcune ipotesi per trovare uno spazio alternativo per quanti intendono costruire una proposta culturale concreta in città. «È un patrimonio per Schio che non deve andare perduto», aveva dichiarato lo stesso sindaco poco tempo fa.
E le linee guida non cambiano come conferma l'assessore alla sicurezza Roberto Dall'Aglio: «Chi rompe paga. Quindi se ci sono responsabilità individuali accertate, spetta alla giustizia fare il suo corso. Questo episodio conferma la bontà della nostra scelta di ricercare una diversa collocazione per le attività delle associazioni coinvolte nel progetto».
«I frequentatori di Arcadia confondono continuamente le loro pretese con quello che pensano gli spetti di diritto - commentano infine gli artigiani del comparto -. Attendiamo pazientemente che se ne vadano al più presto, nonostante le loro continue provocazioni, insulti, vandalismi, ed istigazioni allo scontro». A.L.