Pronto soccorso ecco i fondi
ULSS. Il problema della carenza di spazio nella struttura del S. Bortolo si trascina da tempo e si è aggravato con il caldo
Questa mattina dovrebbe arrivare sul tavolo della giunta regionale la delibera con il finanziamento extra per i lavori del pronto soccorso dell'ospedale di Vicenza. Il dg Antonio Alessandri ne è certo. Ha avuto assicurazioni da Venezia. Si concluderebbe così la storia infinita dell'ampliamento di un reparto di prima linea che soffre da sempre di carenze di spazio. Un grosso e cronico problema accentuato ancora di più da quest'ultimo attacco di caldo africano portato dall'anticiclone Nerone che sta infiammando anche Vicenza, affollando il pronto soccorso di anziani in crisi per scompenso e disidratazione.
Determinante dovrebbe essere stato l'intervento del sindaco Achille Variati che ha segnalato quella che è ormai diventata un'emergenza al segretario regionale Domenico Mantoan. Variati era stato, a sua volta, allertato dal primario Vincenzo Riboni con una lettera preoccupatissima.
«Da indiscrezioni - aveva scritto il responsabile del pronto soccorso che quest'anno taglierà il traguardo dei vent'anni di primariato - si dice che il progetto resterà sulla carta. Faccio appello a lei per farsi garante di quanto le è stato promesso, altrimenti tutto sembrerà una presa in giro, un continuo scaricabarile, mentre per i pazienti di Vicenza e per l'Ulss aumentano i disagi. La situazione è sempre più critica». Riboni ora è fiducioso anche se, come San Tommaso, ci crederà del tutto quando vedrà gli operai aprire il cantiere all'interno del pronto soccorso. «Ho scritto al sindaco perché si era impegnato in questo senso e aveva ricevuto assicurazioni dal direttore generale Alessandri che i lavori sarebbero iniziati a metà giugno».
Il lungo stop - secondo Riboni - sta provocando gravi ricadute sul pronto soccorso. «L'assistenza ai pazienti per essere ottimale e avere risposte immediate, al di là del personale che si spende al massimo per dare il meglio anche con sacrifici personali, ha bisogno di spazi più ampi. Oggi facciamo i salti mortali».
I locali con cui creare un pronto soccorso più grande sono proprio attigui a quelli in cui Riboni e la sua squadra continuano a lavorare. Si tratta delle ex sale operatorie dell'otorino e della chirurgia pediatrica peraltro già demolite. «Abbiamo urgente bisogno di una grande sala con 10 posti-letto per i casi più complessi e di una sala per i politraumatizzati. Per migliorare la qualità delle cure si fanno anche le barricate, altrimenti si depaupera un patrimonio come il pronto soccorso che costituisce il futuro di qualsiasi ospedale». I lavori costeranno 1 milione 623 mila 500 euro, in parte finanziati dalla fondazione Cariverona. In base al progetto approvato il 9 maggio dall'Ulss e consegnato in Regione per l'autorizzazione, si procederà in due fasi. Nella prima, che durerà 6 mesi, saranno realizzate le due sale per i codici rossi con un importo di 423 mila 500 euro anticipato dall'Ulss. La seconda fase durerà 10 mesi. Verrà costruita la sala per l'osservazione breve che costerà 1 milione 200 mila euro. Quasi chiuse, invece, le gare per l'appalto degli impianti elettrici e meccanici, e l'acquisto delle apparecchiature elettromedicali.
Franco Pepe
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