Usura e truffa, «3 a processo»
INCHIESTA.La procura ha chiuso le indagini e chiederà il giudizio per una vicenda legata alla vendita di un immobile. Fra gli indagati pure un avvocato coinvolto nell'acquisizione del complesso per una cifra molto inferiore al suo valore milionario
Una vicenda intricata per la quale la procura vuole fare chiarezza in tribunale. Il pubblico ministero Alessandro Severi ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio a carico di tre persone, accusate a vario titolo di truffa e di usura. Si tratta dell'avvocato Stefano Bevilacqua, residente a Valdagno ma con studio professionale a Schio, già condannato in passato per concorso in bancarotta fraudolenta (è in attesa del processo d'Appello); di Fausto Festa, pure di Valdagno, e infine di Anselmo Cosmo. I tre indagati sono difesi dagli avv. Gianluca Alifuoco e Laura Dalla Fontana e respingono con forze le accuse. Al centro della vicenda c'è un complesso immobiliare di Valdagno che era di proprietà dell'impresa edile della famiglia Brentan, che risulta parte offesa nel procedimento e che potrebbe costituirsi parte civile. L'indagine della procura era scattata dopo la denuncia degli impresari, che si erano rivolti alla guardia di finanza di Arzignano. I fatti contestati risalgono ad un paio di anni fa. In base a quanto è stato ricostruito, il complesso immobiliare aveva un valore stimato in circa 1,2 milioni; l'impresa edile era in difficoltà economiche, come testimonianava anche un'ipoteca sulla struttura per 375 mila euro, in seguito a debiti tributari nei confronti di Equitalia. Gli accertamenti dei finanzieri comandati dal tenente Angelo Aloi hanno portato a ritenere che il rischio che il complesso andasse all'asta per pagare i debiti era concreto. In questo momento erano entrati in azione gli indagati, con cui i Brentan si sarebbero accordati per costituire una società, la Quattro B”. La quale ottenne un mutuo dalla banca per comprare l'immobile, con l'obiettivo di ricavarne appartamenti da vendere per coprire i debiti. Ma era necessario anche pagare l'ipoteca, e la cifra l'avrebbe messa Cosmo il quale avrebbe preteso interessi per 17 mila euro. Di qui l'ipotesi di usura. Quella di truffa invece nascerebbe dal fatto che l'avv. Bevilacqua e Festa non avrebbero rispettato gli accordi con i Brentan e non avrebbero più ceduto le loro quote nella “Quattro B”, volendo estromettere gli originari proprietari. «Con 375 mila euro si sono comprati un complesso da 1,2 milioni», sostengono gli impresari valdagnesi. «Sono bugie», è la replica. Se ne discuterà davanti a un giudice. D.N.
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