sabato, 18 maggio 2013

Vicenza

CAMBIA:

I quartieri rallentano Limite a 30 km orari

LE NOVITÀ. Prospettati incentivi per chi passa ai veicoli elettrici. Confermati i progetti della grande viabilità compreso il tunnel sotto i Berici verso il tribunale
17/07/2012
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In viale Trieste le prove generali della rivoluzione. COLORFOTO

Vicenza. Mezza città si prepara a rallentare. In centro e nei quartieri sarà imposto il limite dei 30 chilometri orari. La mappa della “slow Vicenza” corrisponde all'area interessata dagli ultimi blocchi del traffico, dove si concentra la maggior parte della popolazione. «Il traffico - si legge nella relazione - a Vicenza è un problema severo: flussi tali da causare episodi anche pesanti e temporalmente estesi di congestione su un'ampia serie di assi urbani; flussi incompatibili con i limiti di capacità ambientale di estesi ambiti urbani e non limitatamente alle sole aree centrali; congestione dovuta anche al traffico di scambio con i Comuni esterni. La componente di attraversamento risulta particolarmente elevata per una città delle dimensioni di Vicenza». I forti flussi di traffico ostacolano il pieno sviluppo delle ciclabilità: «L'attuale utilizzo della bicicletta è dell'ordine del 10%, significativamente inferiore a quello raggiungibile in una città come Vicenza». La nuova mobilità immaginata da Comune e Aim è più dolce e lenta mano a mano che ci si inoltra nei quartieri residenziali e in centro. Variati punta a creare collegamenti di “interscambio” tra piste ciclabili e linee degli autobus, per creare un reticolo che consenta a chiunque di spostarsi tra centro e periferia senza l'automobile. E se proprio le quattro ruote sono irrinunciabili, il Pum spinge verso i motori elettrici: il sindaco anticipa l'intenzione di introdurre incentivi per chi sceglie una mobilità privata ecologica.
Se nel cuore del capoluogo si lavorerà soprattutto con la segnaletica per perimetrare i nuovi spazi riservati a bus e bici, in periferia vengono confermate le scelte già battezzate dal Piano di assetto del territorio: la Tav con la stazione a Vicenza ovest, la tangenziale nordest, la bretella dell'Albera, il tunnel sotto i Berici per collegare la zona di viale Fusinato con il nuovo tribunale a Borgo Berga. «Sono tutte opere da progettare e realizzare con finanziamenti esterni alle casse comunali», precisa Variati. Molto dipende dalle grandi opere sovracomunali: il tunnel, come la bretella che sbloccherà il nuovo ponte di Debba, ad esempio,l attendono che si metta in moto il sistema delle tangenziali venete. Sempre che la crisi non congeli idee e finanziamenti. G.M.M.


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