domenica, 19 maggio 2013

Vicenza

CAMBIA:

Pensionati, il 67% ha già un conto

DECRETO SALVA-ITALIA. Da ieri stop ai contanti per la riscossione dei vitalizi dell'Inps ,superiori ai mille euro : i vicentini si sono già attrezzati. Nel Vicentino le pensioni pagate  dagli uffici postali sono 77.300 Sono 19.300 quelle che vengono ritirate in contanti sotto i 500 euro
03/07/2012
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L'ufficio di piazza Garibaldi: ieri scattava il divieto di consegnare pensioni in contanti sopra i mille euro| Banconote: difficili da usare

Non ci sono state grandi file, e nemmeno tanti intoppi. Ieri scattava, dopo due rinvii, la norma sulla tracciabilità voluta dal decreto Salva-Italia. In sostanza nessun contante sopra i mille euro. E per i pensionati non era un problema da poco. Al contrario. Ma il “battage” informativo in questi mesi è stato assordante al punto che nel Vicentino le pensioni che vengono pagate dagli uffici postali ogni mese sono 77.300 e già il 15 dicembre scorso il 67%, pari a 52.800 posizioni veniva accreditato sul libretto di risparmio o sul conto Banco posta. Un successo per gli uffici “gialli e blu” sparsi in ogni angolo della penisola, anche dopo la riorganizzazione e i tagli sostanziosi di alcuni anni fa.
PENSIONI MINIME. Ma se ieri non c'erano file per le prime riscossioni, molti si ponevano problemi per i quasi ventimila pensionati, precisamente 19.300, che percepiscono una pensione inferiore a mille euro, nella maggior parte dei casi si tratta del minimo, di poco superiore ai 500 euro. A dicembre dovranno ritirare anche la tredicesima e se supererà, anche solo di un centesimo i mille euro: come si dovranno regolare?
DURA LEGGE. In sostanza per loro il decreto prevede una norma, in sostanza potranno ritirare la pensione,  senza dover ricorrere all'apertura di un conto corrente. «Nell'ufficio postale di piazza Garibaldi - spiega il responsabile - vengono pagate solamente 84 pensioni Inps e 83 Inpdap che sono inferiori a mille euro, per cui si tratta di un'esigua minoranza, che volendo potrà sempre decidere anche se la legge non lo impone di aprire un conto. Senza dimenticare che tutte le condizioni sono più che mai vantaggiose».
STOP AL CASH . L'aspetto più delicato riguardava sicuramente i pensionati che dovevano entro la fine di giugno aprire un conto corrente sul quale poter accreditare gli assegni superiori alla soglia massima del cash consentito, appunto 1.000 euro. Per chi non si è messo in regola, da ieri è scattata una fase transitoria: per tre mesi infatti l'Inps continuerà a disporre i pagamenti mensili in attesa che il pensionato effettui la scelta delle modalità alternative alla riscossione in contanti. I pagamenti disposti saranno sospesi da Poste italiane o dalle banche, che verseranno le somme in un conto di servizio transitorio, per trasferirle poi, senza oneri per il beneficiario, sul conto corrente o libretto aperto dal pensionato. Un marcia in più per permettere ai ritardatari di mettersi in regola con il nuovo decreto senza alcun onere aggiuntivo.
SENZA CONTO CORRENTE. Se anche dopo tre mesi, per cui il 30 settembre prossimo, il pensionato non si è messo in regola, le somme accantonate saranno restituite all'Inps dopo il termine previsto. In ogni caso, l' Istituto nazionale per la previdenza sociale assicurerà il pagamento delle somme spettanti nel momento in cui gli interessati provvederanno all'apertura di un conto corrente oppure di libretto. Nel caso in cui un pensionato non abbia avuto la possibilità, per motivi di salute o per provvedimenti giudiziari restrittivi della libertà personale, di aprire il conto, spetterà ai delegati alla riscossione, aprire un conto corrente bancario o postale o un libretto postale.
ADICONSUM. L'associazione dei consumatori Adiconsum ricorda che «in virtù del decreto Salva-Italia è possibile aprire il cosiddetto conto di base che presenta condizioni particolarmente vantaggiose o addirittura a costi zero per le categorie più deboli. Ricordiamo - avverte ancora l'associazione - che il decreto ha efficacia anche sui libretti postali o bancari al portatore (anonimi) sui quali non potranno essere depositati più di 999,99 euro».
Centinaia di migliaia di pensionati italiani da ieri si sono adeguati al provvedimento, introdotto dal governo Monti con la legge 214 del 22 dicembre 2011, che limita l'uso del contante alle transazioni sotto i mille euro e impone alle Pubbliche amministrazioni e agli Enti locali di erogare le pensioni che superano questa cifra esclusivamente attraverso metodi di pagamento elettronici. In vista dell'effettiva entrata in vigore del provvedimento l'Inps ha inviato circa 450 mila lettere invitando i pensionati con importi mensili superiori ai mille euro a comunicare all'Istituto quali modalità di accredito sceglievano : su conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile.

Chiara Roverotto




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