Molestie sessuali alla badante di sua moglie
IL CASO. Rinviato a giudizio il titolare di una ditta di autotrasporti. Secondo la procura una giovane moldava sarebbe stata ricattata: «Se non fai l'amore con me non faccio richiesta per il tuo permesso di soggiorno»
È accusato di aver molestato pesantemente la badante di sua moglie. «Mi ha detto: “Se non fai l'amore con me non faccio richiesta per il tuo permesso di soggiorno”. Ho sempre rifiutato il sesso completo, ma non ho potuto evitare gli abusi. Quando non ce l'ho fatta più me ne sono andata».
Ieri il giudice Massimo Gerace ha accolto la richiesta del pubblico ministero Antonella Toniolo ed ha rinviato a giudizio il titolare di una ditta di autostrasporti di Creazzo. L'imputato, L. D. S., 53 anni, difeso dall'avv. Andrea Balbo, dovrà presentarsi davanti al collegio in tribunale il 16 novembre prossimo per difendersi dall'accusa di violenza sessuale. Dell'imputato (che si difende con forza) pubblichiamo le iniziali per non rendere riconoscibile la moglie, che per alcuni problemi necessita di una badante.
I fatti contestati sarebbero avvenuti fra il febbraio e il luglio dello scorso anno. In base a quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo operativo di Valdagno, che si occuparono delle delicate indagini, una giovane moldava di 23 anni arrivò in città alla fine del 2010. Era clandestina, fu ospitata da una zia e trovò lavoro proprio dalla famiglia di Creazzo, come badante della donna che ha necessità di essere seguita tutto il giorno. Il padrone di casa le promise fin da subito - è la versione della giovane - che le avrebbe fatto ottenere il permesso di soggiorno e un regolare contratto.
La giovane si rivolse in caserma nel mese di agosto dello scorso anno. In primo luogo spiegò di non essere stata pagata in maniera puntuale, ma non era quella la sua principale preoccupazione. Sostenne che, a partire da febbraio, L. D. S., aveva cercato di baciarla. Non solo: in svariate occasioni l'aveva palpeggiata nelle parti intime e e aveva toccato il seno, con insistenza. Lei ha sempre cercato di divincolarsi, ma non ne ha mai parlato nè con la moglie del presunto molestatore nè con gli altri parenti, per non mandare all'aria un matrimonio e perchè l'ammalata le faceva pena.
La giovane abitava nella stessa casa e quindi il proprietario aveva moltissime occasioni di incontrarla da solo. In una di queste, in maggio, le avrebbe fatto la minaccia: o il sesso o niente permesso.
«A queste condizioni il permesso di soggiorno non lo voglio», replicò la giovane. La quale fu costretta a subire altri palpeggiamenti e altre molestie, fino a quando decise di andarsene via e di denunciare il suo aguzzino che non riusciva più a sopportare. La ragazza ha sottolineato che l'imputato comunque non è mai stato violento nei suoi confronti, e che non vi sono mai stati testimoni di quelle avances da codice penale.
I carabinieri prima e la procura poi hanno compiuto una serie di accertamenti per cercare di verificare la versione della moldava, che oggi vive regolarmente in un'altra provincia del Veneto. In aula saranno ascoltati alcuni testimoni per chiarire che cos'è avvenuto fra datore di lavoro e badante.
Diego Neri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
più visti
- I dati sulla gestione dell'emergenza Tangenziale ...
- Aggredisce la troupe di Striscia denunciato ...
- Ovest Vicentino sotto l'acqua A Montebello ...
- Un masso cade sull'autostrada A4 Macchina ...
- C'è il Giro d'Italia. Istruzioni per ...
- Arrivano i bolidi della Mille Miglia ...
- L'arrivo del Giro scalda la città ...
- Maxi piogge, è pre allarme: piena ...
- Il Grillo “privato” è pessimista: «Qui ...
- È boom di aste, ma nessuno ...





























