Censimento: sono quattromila i ritardatari
LA POPOLAZIONE. Quasi 48 mila nuclei hanno consegnato i moduli, uno su tre lo ha compilato on line. Per tutto febbraio prorogata l'apertura dell'ufficio di via Torino. Ha risposto il 90% delle famiglie Le altre hanno un mese di tempo per farlo. Quattro persone si sono rifiutate: rischiano multe pesanti
Nove famiglie su dieci hanno risposto entro i termini, e questa è la buona notizia. Ma come sempre c'è il rovescio della medaglia: in città ci sono quasi 4 mila nuclei “ritardatari”, pari a 11 mila persone. Tante quelle registrate all'anagrafe che non hanno ancora consegnato il questionario sul censimento. Tra queste, il Comune stima che più di un migliaio si siano trasferite altrove senza comunicarlo; nella maggior parte dei casi, si tratta invece di dimenticanze; ma ci sono anche quattro irriducibili ad oltranza, quattro persone che hanno sbattuto la porta e opposto un rifiuto categorico alla compilanzione o alla ricezione del modulo. Alla faccia degli stereotipi o dei pregiudizi, non sono né stranieri né anziani, ma vicentini di mezza età. Rischiano multe fino a 2 mila euro, la cancellazione dalle liste elettorali, ma per ora se ne infischiano bellamente. ANCORA UN MESE. Numeri e curiosità di un grande sforzo collettivo. La macchina del 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni è scattata il 9 ottobre; entro i termini fissati dall'Istat, che scadevano il 31 gennaio, avevano risposto 47.827 famiglie, chi attraverso gli uffici comunali ad hoc (24%) o gli uffici postali (35%), chi via web (quasi il30%), chi attraverso i rilevatori a domicilio (11%). Per i 4 mila ritardatari, il Comune terrà aperto l'ufficio di via Torino 11 per tutto febbraio. Ieri c'era un'affluenza «come da giorni di punta», osserva Filippo Zanetti, consigliere delegato ai servizi informatici e statistica. In questi giorni non è più possibile compilare il questionario on line, né consegnarlo agli uffici postali; «Continuerà invece il lavoro dei rilevatori, casa per casa - spiega Zanetti -, nei confronti delle circa 4 mila famiglie che mancano all'appello; anche se nella realtà il dato è sovrastimato, dato che molte di loro, soprattutto quelle straniere, non si preoccupano di cancellarsi dall'anagrafe in caso di trasferimento. Il censimento, del resto, è anche l'occasione per confrontare i nominativi di tutte le persone censite con gli iscritti in anagrafe in modo da “pulire” le liste dei residenti». I RIFIUTI. Dal lavoro dei 92 rilevatori a domicilio emerge un quadro curioso e variegato. Ci sono famiglie, spesso anziane, che hanno offerto torte e biscotti all'incaricato dal Comune che, con solerzia e disponibilità, aveva bussato alla loro porta; ma c'è pure chi, una riserva indiana tanto esigua quanto agguerrita, ha invece opposto uno strenuo rifiuto: quattro persone, tutte vicentine, non anziane, si sono rifiutate di rispondere al questionario o di ritirare il modulo, alcune accampando diritti di privacy, altre generiche proteste anti-Stato. Il Comune li ha già diffidati: questi hanno 20 giorni di tempo per rispondere, altrimenti scatta il verbale e poi sarà l'Istat a comminare la sanzione. Rischiano multe da 200 a 2 mila euro e la cancellazione dall'anagrafe per “irreperibilità” e pure dalle liste elettorali. Ciò significa, ad esempio, non poter ottenere un certificato elettorale o il rinnovo della carta d'identità. Ma i quattro irriducibili non sembrano intimoriti. Almeno finora.
Marco Scorzato
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