mercoledì, 23 maggio 2012

Vicenza

CAMBIA:

Santa Croce, sì alle auto Restaurato il torrione

IL RECUPERO. Aim Valore Città sta per ultimare la prima tranche di lavori. Riapre la porta

Tosetto: «Salvata una fetta di storia, ma servono altri sforzi»
01/02/2012
Zoom Foto
Cantiere porta S.Croce

Per salvare la storia servono sacrifici. Intellettuali. Fisici. Economici. Di chi studia. Di chi lavora. E di chi finanzia. A volte per salvare la storia occorre anche sacrificarne alcuni pezzetti: una trave vecchia di secoli, ma ormai marcia, può essere il tallone d'Achille che mette a rischio la vita di un gioiello dell'architettura medievale. Con quei sacrifici, anche di piccoli pezzi - via la trave, su un tirante in acciaio - ma con un recupero conservativo che valorizza e riporta alla luce le forme originarie, si appresta a risplendere il torrione di Porta Santa Croce.
Qualche settimana ancora, qualche grado in più sulla colonnina di mercurio, e anche le ultime rifiniture sui muri perimetrali potranno essere eseguite. Allora l'impalcatura che da quasi due anni ingessa il torrione sarà rimossa e si potrà riammirare la storia: e annusarla e toccarla con mano. E domani riapre alle auto la porta stessa. Ma quella che sta per finire è solo la prima di tre tranche di lavori, rivelatisi via via più complessi e costosi del previsto.
Dopo tre settimane di chiusura al traffico, l'accesso al centro storico sarà ripristinato da domani, anche se rimarrà l'impalcatura posizionata per la messa in sicurezza della struttura. Spariranno invece entro aprile i ponteggi attorno alla torre che risale al 1300: lì, il primo intervento di consolidamento e di restauro è in fase di conclusione.
LA PRIMA PUNTATA. Iniziato nel 2010, finanziato dal Comune con 300 mila euro ed eseguito da Aim Valore Città, il recupero conservativo ha permesso di consolidare i quattro solai e di rifare il tetto che era deteriorato dalle intemperie. Prima sono stati rimossi i rifiuti accumulati negli anni, poi sostituite le travi, ricomposte le pareti, riposizionati i coppi. Durante i lavori «la situazione strutturale del torrione è apparsa più grave del previsto», ricorda Ennio Tosetto, assessore ai Lavori pubblici. Una perizia portò alla luce l'assenza delle “catene” in legno, le costole che tengono unite le strutture murarie. I lavori sono stati eseguiti d'intesa con la Soprintendenza di Verona.
«Ora la prima parte del restauro al grezzo è completato e un pezzo di storia è stato messo in salvo», afferma Tosetto. Fiore all'occhiello è la ricostruzione, al pianterreno, di un'arciera in stile scaligero, una finestra che nel corso degli anni, con interventi maldestri era stata rimossa per ricavare una nuova porta. «Quell'intervento - hanno spiegato i tecnici di Aim Valore Città, alla presenza del presidente Marino Quaresimin - aveva causato alcuni cedimenti della struttura per i quali siamo intervenuti».
LA PORTA DA CONSOLIDARE
Nel corso dei lavori, dopo prove di carico, è emerso che «anche la Porta aveva delle debolezze strutturali: peranto era necessario metterla in sicurezza», spiega Tosetto.
Tutto finito? Macché. Gli sforzi fin qui profusi sono solo il primo di tre passi per ridare piena vita a questo angolo della Vicenza scaligera. «Il prossimo intervento dovrà rimettere in completa sicurezza la porta». Servirà uno sforzo di altri 3-400 mila euro. Ma non sarà l'ultimo: si dovranno poi sistemare gli spazi interni del torrione. Lì, dove negli anni si sono succeduti botteghe artigiane, negozi e anche abitazioni ultrapopolari, potrebbero tornare a pulsare «attività commerciali e anche culturali: un'idea - conclude Tosetto - è creare un centro di documentazione sulla Vicenza scaligera, ma è ancora presto per le decisioni». I sacrifici non sono finiti.

Marco Scorzato

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