Caos sulla bretella dell'Albera
LAVORI PUBBLICI. È scontro tra Comune e Provincia dopo le osservazioni all'opera presentata ieri mattina da TosettoL'assessore ai lavori pubblici illustra “in solitaria” le modifiche. Il collega Forte critica la manovra. «È un metodo propagandista»
ENNIO TOSETTO
I cinque chilometri più lunghi della storia di Vicenza. Più che una bretella la variante alla 46 sembra ormai una strada infinita che, tra ritardi, polemiche, deduzioni e proposte, è destinata a rimanere ancora a lungo sulle carte dei progettisti prima di essere calata sul territorio. Proprio quando tutti gli indizi sembravano portare verso una “rapida” evoluzione della situazione ecco scoppiare il caos tra Comune e Provincia. Due enti che fino a questo momento erano riusciti a procedere a braccetto - guidati dai rispettivi assessori Tosetto e Forte - e che adesso si trovano uno contro l'altro.
SCONTRO. Il tutto accade nel giorno in cui il Comune, con l'assessore ai lavori pubblici e l'ingegnere Diego Galiazzo, decide di presentare pubblicamente le proposte per la variante alla Sp46 «dopo aver incontrato i residenti e i comitati più volte», spiega Tosetto. Un'iniziativa che non è andata giù all'assessore provinciale alla viabilità Giovanni Maria Forte che parla di metodo «propagandista e populista» e che attacca duramente l'amministrazione: «Comportandosi così dimostrano di non volere la bretella».
INNESTO. Rotatoria, sottopassi, mitigazioni. Queste sono le principali osservazioni prodotte dall'assessorato ai lavori pubblici che, progetti alla mano, ha illustrato ieri le modifiche. La più consistente - e tutta da risolvere - riguarda l'innesto della bretella con viale del Sole. «Secondo i nostri studi di traffico - afferma Tosetto - è possibile realizzare una rotatoria a raso che permetta l'ingresso in bretella e allo stesso tempo la continuazione lungo viale del Sole». Una soluzione diversa da quella formulata dai tecnici dell'autostrada. «Dicono che per legge è necessario un cavalcavia che porta direttamente al passante - spiega l'assessore - sotto il quale andrebbe creata la rotatoria per l'innesto della viabilità minore. Crediamo, però, che in questo momento non sia necessario. Si può lasciare lo spazio per la struttura e solo in seconda battuta, quando ad esempio verrà creato lo stralcio B del passante, realizzare il cavalcavia». Saranno quindi i tecnici dell'autostrada Brescia - Padova a dover prendere in considerazione l'ipotesi. L'assessore Forte anticipa la risposta: «È già stato detto di no. Non è possibile. Per questo credo che il Comune stia pensando solamente al proprio orticello; non è possibile presentare il proprio punto di vista senza confrontarsi con tutti gli attori in campo».
OSSERVAZIONI. Numerose sono le altre osservazioni presentate da Ennio Tosetto. Dal collegamento ciclabile «grazie a un sottopassaggio che collegherà via Fermi con via Brigata Valtellina» ai tre sottopassi inizialmente previsti lungo il tracciato: «Sarà eliminato quello con strada Ambrosini, che quindi verrà tagliata in due - commenta Tosetto -, mentre negli altri sarà previsto il limite di 40 chilometri orari». Si chiedono poi alcuni sottopassi per le strade poderali così come la realizzazione di barriere per quanto riguarda la zona di San Giovanni, dove non è possibile prolungare il tratto in trincea.
TEMPISTICHE. Parlare di tempistiche a questo punto appare sempre più difficile. Tosetto in ogni caso è ottimista e fissa con anticipo le prossime tappe. «A marzo sarà redatto il progetto definitivo - conclude - mentre i lavori cominceranno all'inizio del prossimo anno». Nel frattempo l'assessore ai lavori pubblici, assieme al collega provinciale Forte, sarà ascoltato domani in commissione territorio.
Nicola Negrin
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