mercoledì, 23 maggio 2012

Vicenza

CAMBIA:

Polemica Iat zero soldi uffici-turismo condannati

BILANCIO REGIONALE. Nelle previsioni 2012 la Regione non ha inserito il contributo alle Province per la gestione degli sportelli sul territorio

La Giunta ha tagliato dalla spesa più di 8 milioni di euro necessari per il pagamento dei dipendenti «Così si va verso la chiusura»
ALESSANDRO FABRIS
19/01/2012
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Zero soldi, uffici-turismo condannati

«Scusi mi sa dire dove si trova l'ufficio turistico?». «Mi dispiace, non esiste». Con ogni probabilità sarà questa la risposta che riceveranno centinaia di turisti in visita a Vicenza, Asiago o Bassano. Disorientati e senza bussola vagheranno in cerca di alberghi, musei e informazioni sulla città. Inutilmente, visto che gli Iat della provincia berica tra qualche settimana potrebbero non esistere più. PORTE CHIUSE. Il destino appare segnato: uffici chiusi, come i rubinetti della Regione che ha deciso di azzerare i contributi erogati alle Province per la gestione degli uffici turistici. La voce è stata cancellata dal bilancio di previsione presentato dalla Giunta. Se nel 2010 e 2011 da Venezia erano stati concessi rispettivamente 11 e 9 milioni di euro, quest'anno la Regione è orientata ad annullare il finanziamento. Un siluro pesante che rischia di affondare in maniera definitiva gli Iat vicentini: Vicenza, Asiago, Bassano, Recoaro e Tonezza. Senza dimenticare l'ufficio di Schio, i cui costi sono coperti quasi totalmente dal Comune. REAZIONI. «Non è possibile». «È una mazzata». «Gli accordi erano diversi». Sindaci e assessori si dicono allibiti e chiedono una rapida marcia indietro. Tutti sono concordi: gli uffici Iat sono indispensabili. «Nel giro di due mesi qui rischia di chiudere tutto - afferma Vladimiro Riva, direttore del consorzio Vicenzaè - e ciò rappresenterebbe un disservizio gravissimo per i turisti. In nessuna Regione è accaduto ciò. Mi auguro che questa sia solo una semplice provocazione». INCONTRO. E mentre la Regione ha messo a bilancio 1 milione e 200 mila euro per i 15 consorzi di promozione turistica veneta il vicepresidente della provincia e assessore al turismo, Dino Secco, è pronto a riunire i colleghi. L'obiettivo è scongiurare la chiusura prima che sia troppo tardi. «Sono preoccupato - confida - sia per il territorio che per i posti di lavoro. Per questo ho chiesto che venga convocata d'urgenza una riunione a Venezia con gli assessori provinciali al turismo. Vogliamo salvare gli uffici d'informazione e assistenza turistica, ma se la Regione continuerà per questa strada allora si assumerà le responsabilità politiche». TASSA. I Comuni interessati sono in subbuglio e cercano soluzioni. «A questo punto diventa opportuna la tassa di soggiorno - avverte l'assessore al turismo di Vicenza Massimo Pecori - anche se la prima responsabilità è della Provincia. Altrimenti si potrebbero chiudere parzialmente gli uffici turistici che lavorano solamente per due mesi all'anno». STAGISTI. Poco distante si studia un'altra ipotesi. «Non ci danno un euro? Proviamo a risolvere la faccenda internamente - risponde l'assessore Alessandro Fabris di Bassano - utilizzando dipendenti del Comune oppure stagisti. Non saranno qualificati come gli attuali responsabili, ma, in un periodo di crisi, si potrebbe garantire comunque il servizio. Questi uffici sono indispensabili. Prima di tutto, però, è necessario che da parte della Regione ci sia chiarezza sulle competenze». I PATTI. «Noi il nostro l'abbiamo fatto». Roberto Rigoni, assessore al turismo di Asiago, è categorico. «Con la Provincia sono stati presi impegni chiari - ribadisce - e dopo aver spostato lo Iat all'interno del municipio non possiamo pagare noi i dipendenti. Chiusura? Non è stata messa in preventivo».  UN DISASTRO. Tonezza trema. Il sindaco Amerigo Dalla Via torna indietro nel tempo. «La chiusura era stata ipotizzata a suo tempo - spiega - e sarebbe gravissimo, soprattutto per una realtà in crescita come la nostra che ha registrato un aumento del 49 per cento del turismo lo scorso anno. Sarebbe un disastro». TRACOLLO. «Qui si rischia il tracollo». Se Tonezza è reduce da una stagione più che positiva tutt'altro accade a Recoaro, dove «la mancanza di neve sta mettendo in ginocchio il turismo», fa sapere il sindaco Franco Perlotto. Il primo cittadino è preoccupato: «La chiusura dello Iat darebbe la mazzata definitiva a un paese turisticamente svantaggiato». PRO LOCO. Il 2012 potrebbe segnare anche la scomparsa di alcune Pro loco. «Non ci sono soldi - ammette il presidente dell'Unpli provinciale Giorgio Rossi - ed è un problema». Secondo il bilancio di previsione della Regione «arriveranno 140 mila euro rispetto ai 500 mila dello scorso anno - continua - e sono consapevole che le realtà più piccole, che sopravvivono con le feste patronali, rischiano di scomparire».

Nicola Negrin




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