Tav, i sindaci «Siamo ignorati»
FERROVIE. Allo studio una fermata dell'Alta velocità vicino alla fiera. I Comuni della “cintura” si sfilano dall'asse guidato dalla Camera di commercio. Catagini (Altavilla): «Si pensa soltanto al capoluogo»
Vicenza. Fine dell'idillio: si rompe il fronte comune delle istituzioni vicentine sul progetto dell'Alta velocità ferroviaria. A chiamarsi fuori, non senza punture polemiche, è la Conferenza permanente dei sindaci, che raduna i primi cittadini dei Comuni berici attraversati dal tracciato, escluso il capoluogo.
«Le nostre istanze non sono considerate, si pensa solo alla città», è la sintesi della Conferenza, che si trova in rotta rispetto al Comune di Vicenza e alla categorie economiche, riunite sotto il cappello della Camera di commercio.
Da questi fronti non giunge replica, almeno per ora.
LA CONVENZIONE. La spaccatura si è materializzata nei giorni scorsi con la decisione della Conferenza di sfilarsi dalla convenzione per la redazione dello studio di fattibilità di un nuovo progetto per l'Alta Velocità nel tratto vicentino.
La convenzione era il “luogo” in cui studiare un'ipotesi di progetto condiviso della linea ferroviaria da sottoporre poi al governo. Due le priorità: da un lato garantire che il Vicentino non solo sia attraversato dalla nuova linea ma che possa “agganciarla” con una stazione: allo studio c'è la realizzazione di una fermata in zona fiera.
Dall'altro lato c'è l'esigenza, sostenuta dai sindaci, di limitare l'impatto dell'opera.
LA ROTTURA. L'idea di creare un fronte comune era nata due anni fa e le parti avevano individuato nella Camera di commercio il soggetto coordinatore. Attorno si erano aggregati categorie economiche, Regione, Provincia, Comune capoluogo e la Conferenza degli altri Comuni toccati dal tracciato (Montebello, Montecchio, Brendola, Altavilla, Torri di Quartesolo, Grumolo e Grisignano). Lo studio di fattibilità non è ancora stato completato, ma per come avanza è già abbastanza chiaro per far prendere alla Conferenza dei sindaci la decisione di staccarsi e uscire dalla convenzione.
«Lo studio sta avanzando - spiega Diego Marchioro, sindaco di Torri e presidente della Conferenza - ma si sta concentrando tutti sulla fermata a Vicenza ovest, e l'impatto sui territori vicini non viene considerato». Misurato nelle parole, Marchioro ribadisce «l'importanza della Tav», rivendica la «primogenitura» dell'idea di creare un fronte comune, ma prende atto «con rammarico» che «rispetto ai propositi iniziali non sono tenute in considerazione le legittime aspettative di tutti i Comuni».
SINDACI ALL'ATTACCO. Torri, insieme con Altavilla. è il paese dove l'opera si profila più impattante.
E il sindaco di Altavilla Claudio Catagini non usa il politichese: «Avevamo chiesto di verificare le ricadute del progetto sui nostri territori, invece non sta avvenendo. Sono contrario alla fermata in fiera, è una soluzione tecnicamente non percorribile». Il suo timore è quell'ipotesi rimetta in discussione l'attraversamento in galleria di Altavilla. «Manca la volontà di trovare una soluzione condivisa - conclude - Certo che io non rinuncerò a difendere i miei cittadini, anche alzando i toni, se servirà». Milena Cecchetto, sindaco di Montecchio, chiosa: «Il problema è che non siamo considerati: lo dico per la Tav, ma vale anche per Pedemontana e altre grandi opere». E lancia un appello ai sindaci: «Riprendiamo in mano la trattativa, non affidiamoci a chi non è in grado di rappresentarci».
Per ora lo “j'accuse” dei sindaci della cintura urbana non trova repliche.
Il sindaco Achille Variati ritiene di non commentare. Non è stato invece possibile raggiungere Vittorio Mincato, presidente della Camera di commercio, impegnato fuori Vicenza per lavoro.
Marco Scorzato
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