mercoledì, 23 maggio 2012

Vicenza

CAMBIA:

E il vicesindaco va a lezione dai politici Usa

LA STORIA. La Moretti selezionata con altri tre amministratori italiani. La Casa Bianca dal 1940 invita leader e autorità italiani in base al curriculum a un viaggio di studio Le spese saranno sostenute dalla Casa Bianca

ALESSANDRA MORETTI
12/01/2012
Zoom Foto
Alessandra Moretti

Tra i primi ad andare Enzo Biagi, nel lontano 1953. Poi nel 1981 Mario Monti e ancora fra gli altri don Luigi Ciotti, Mario Deaglio, Ferruccio De Bortoli, Rosy Bindi, Roberto Maroni e Antonio Di Pietro. E adesso ci sarà anche il vicesindaco di Vicenza Alessandra Moretti. Che magari si sente un po' piccina visti i nomi ma quel viaggio studio negli Usa per leader, amministratori, politici e giornalisti istituito ancora nel 1940 dal Governo americano pensa proprio di esserselo meritato, visto che è stata scelta curriculum alla mano.
Si chiama International visitor leadership program: tre settimane negli States a spese della Casa Bianca pensati ad hoc a seconda degli ospiti, tutti selezionati in base alla loro preparazione e competenze. Da Washington per conoscere i gruppi che fanno lobby e "think thank" alla General Motor di Detroit, dalle zone colpite dagli uragani del Maryland agli incontri con gli assessori delle piccole cittadine.
E adesso tocca a lei, primo nome vicentino dal dopoguerra. «Mi ha chiamato l'ambasciata Usa di Milano - racconta Alessandra Moretti -. Ho mandato il curriculum e mi hanno presa. Io con altri tre politici da tutta Italia. C'è un leghista, uno del Pdl, uno dell'Udc e io del Pd». Sembra l'inizio di una barzelletta «c'è un tedesco, un francese e un italiano...» ma è una cosa seria. E in fondo gli americani sanno come muoversi negli equilibri politici italici.
«Incontreremo cariche dello Stato, ci spiegheranno il federalismo, parleranno di immigrazione e scuola. Ma anche incontri culturali» dice Moretti. Tre interpreti sempre alle calcagna, il gruppetto di visitors dall'Italia dovrà anche preparare delle mini-relazioni. Da bravi studenti. Ma non sarà una passeggiata tipo gita scolastica: «Prima a Washington, poi New York, Albany, Reno in Nevada e Austin in Texas fino agli stabilimenti della General Motors a Detroit - spiega il vicesindaco -. Nella capitale ho previsto un incontro con il curatore del museo di ritrattistica, spero serva per le mostre in Basilica. Ma incontreremo anche assessori e amministratori di paese, con tanto di invito a cena con le loro famiglie». Loro spiegheranno l'America agli ospiti italiani, e i nostri spiegheranno a loro come funziona qui. Insomma uno scambio stile Erasmus ma dove in 50 anni sono passati nomi importanti.
Piccolo elenco di cosa, tra le tante, andranno a vedere Alessandra Moretti e compagni di viaggio: a Washington il Dipartimento di Stato, il Brookings institute, l'American immigration council; ad Albany il Consiglio per lo sviluppo economico, la polizia di New York, l'Autorità distrettuale per il trasporto, l'American-italian heritage museum, l'Adirondack park; a Reno la Commissione pianificazione urbana, il Centro universitario per lo sviluppo economico e il Servizio immigrazione.
Quindi Austin in Texas e per finire Detroit nel Michigan con in programma due appuntamenti: una visita alla General Motors-Fiat (dove non incontreranno l'ultimo Marchionne versione barba lunga ma uno dei dirigenti dell'industria di automobili) e una serie di contatti sulla questione immigrazione. Visto che Detroit è vicina al confine con il Canada e ospita una delle comunità arabo-americane più grande degli Stati Uniti. E le autorità locali spiegheranno come gestiscono l'integrazione di culture così differenti e che impatto hanno con l'economia locale.
Tutto bello? No: a Reno è previsto anche un incontro sul sistema elettorale durante le primarie in corso negli Usa. «Speravo di vedere Obama» sospira il vicesindaco. Invece, dispettosi, la porteranno dai Repubblicani.

Alessandro Mognon




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