mercoledì, 23 maggio 2012

ARTE E CULTURA

CAMBIA:

Festival Biblico Da Finardi a Lech Walesa

ANTICIPAZIONI. La rassegna è in programma dal 20 al 29 maggio.
Lech Walesa, Gianfranco Ravasi, lo scrittore Jelloun, il poeta Franco Loi e il regista Giorgio Pressburger di scena alla settima edizione del Festival Biblico
24/03/2011
Zoom Foto
Lech Walesa, Nobel per la pace nell’83, interverrà al Festival Biblico

Manifestazione unica nel panorama nazionale e giunta ad una media di 30 mila partecipanti, il Festival Biblico taglia il traguardo della settima edizione. Dall'ospitalità, tema del 2010, si passa a trattare l'idea "Di generazione in generazione" attraverso le proposte, introdotte e illustrate l'altra sera all'Araceli Vecchia con la formula dell'anteprima, un'occasione anche per incontrare il filosofo Salvatore Natoli, che ha proposto una "lectio magistralis" da cui è ben emersa la crucialità del tema proposto.
«La finalità del festival - ha ricordato Roberto Tommasi, della Diocesi vicentina insieme alla Società San Paolo organizzatori dell'iniziativa - è di favorire la scoperta della Bibbia, attraverso un tema di interesse trasversale che possa coinvolgere cioè credenti e laici. Così per il tema del "generare", in linea con l'interesse dei vescovi italiani attualmente focalizzato sull'educare».
Il festival si svolgerà dal 20 al 29 maggio e nella prima parte proporrà eventi a a Bassano, Dueville,Lonigo, Nove, Montecchio Maggiore, Schio, Valdagno e Piazzola sul Brenta. Dal 26 si concentrerà su Vicenza,animando palazzi, chiese, piazze e strade, scuole e parchi.
UN TEMA, QUATTRO ANGOLAZIONI. Il tema è articolato in quattro diverse angolazioni. Quella biblico-teologica e strettamente connessa al viaggio nella Parola, con l'apertura del 26 maggio affidata al cardinale Gianfranco Ravasi. Ci sarà modo per ascoltare i biblisti Antonella Anghinoni, Federico Giuntoli e Rosanna Virgili, i filosofi Massimo Donà e Roberto Mancini e l'archeologo Dan Bahat. Spazio al confronto con la lettura ebraica del tema, grazie alla partecipazione dei rabbini capo di Ferarra Luciano Caro e di Milano Giuseppe Laras e della giudaista Elena Lea Bartolini.
Sul piano antropologico e spirituale si sviluppa invece il "generare alla vita". Il tema della nascita si declina allora nell'essere sempre e comunque figli di qualcuno e poi genitori attraverso l'esperienza della crescita. Scrittori, psicologi, educatori proporranno allora il quesito di che cosa significa essere autenticamente figli e genitori, del passaggio tra generazioni, dei valori che sottendono questo cammino. Ne parleranno scrittori del calibro di Tahaar Ben Jelloun, Giorgio Pressburger, Antonia Arslan, lo psicoterapeuta Osvaldo Poli, il filosofo dell'educazione Duccio Demetrio e lo psichiatra Paolo Crepet.
A riannodare i fili con l'interpretazione biblica ci saranno i teologi Piero Coda e Ermes Ronchi , la monaca Minke De Vries ed Armando Matteo esperto del mondo giovanile. Non solo riflessione ma anche occasioni per stare insieme dedicate a famiglie e bambini. Laboratori didattici, spettacoli teatrali, mostre e lo spettacolo del Piccolo Coro "Mariele Ventre" dell'Antoniano di Bologna. Torna poi la Giornata delle Famiglie il 28 maggio a Parco Querini. In programma la realizzazione di un mosaico di stoffa colorato dai piccoli e cucito dai grandi che sarà poi sollevato da una mongolfiera.
Generare è stare insieme, a scuola, nel lavoro, nello sport, nella società. Il percorso sociale e pedagogico si avvarrà del confronto con don Antonio Mazzi della Comunità Exodus, con gli insegnanti e scrittori Andrea Monda, Valter Binaghi e Eraldo Affinati ,con l'editorialista Beppe Del Colle insieme al giornalista Lorenzo Fazzini e al presentatore televisivo Manolo Martini alle prese con le caratteristiche della comunicazione e dei media. Stare insieme è anche incontro tra culture diverse.
Di questioni mediorientali, oggi più che mai attuali e scottanti, si parlerà negli incontri con l'esperto Samir Khalil Samir, con il vescovo del Sudan Cesare Mazzolari e con il convegno interreligioso tra giovani credenti. Presenza d'eccezione a testimoniare l'impegno civile in politica e nel mondo del lavoro sarà il Nobel per la Pace Lech Walesa.
Generare è infine creazione nell'arte, nella bellezza. Spazio dunque a laboratori di danza ebraica, letture sull'arte cristiana e sulla parola poetica di David Turoldo proposta dal poeta Franco Loi . Non mancherà il cinema con il regista Guido Chiesa, autore della pellicola su Maria di Nazareth. Molto spazio alla musica. Ci saranno il cantatutore Eugenio Finardi, Sonig Tchakerian nel centenario della nascita di Liszt, le sonorità rom dell'Alexian Group con l'Orchestra Europea per la Pace, in un programma variegato che testimonia l'apertura del festival alla condivisione multiculturale. Le antiche parole della Bibbia "di generazione in generazione" tornano a risuonare così, più vitali che mai, nel nostro vivere contemporaneo.

Clelia Stefani




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