Un unico consiglio per tutte le Opere Pie. E occhio al bilancio
MARIO ZOCCHE
Mettere ordine nelle istituzioni che riguardano i minori: “Opera Pia Cordellina”, ambulatorio pediatrico “Principe di Piemonte“, colonia alpina “Umberto I” e “Opera Pia ospizi marini” e altre Ipab. Enti che, sulle spalle, hanno decenni di storia costruiti grazie a donazioni, elargizioni. Istituzioni di cui la giustizia si è occupata in passato e sulle quali il sindaco Achille Variati si è messo al lavoro nominando a metà agosto il nuovo Cda dell'Opera Pia Cordellina. Il nuovo consiglio che si è riunito nei giorni scorsi e ha eletto Mario Zocche presidente. Un ex consigliere comunale, ex assessore, e a tutt'oggi, alla guida dei Meic, laureati cattolici.
Professore la prima mossa?
Dalla relazione dell'ex presidente Mattiello ho appreso che per quanto riguarda la posizione del segretario dell'ente sono state superati i problemi sia da parte dell'Amministrazione comunale, con la concessione del part-time al proprio dipendente, sia con il ritiro della sanzione amministrativa da parte della Guardia di Finanza.
Quindi Diego Fontana rimane al suo posto?
Sarà il consiglio nella sua interezza a decidere. Posso solo dire che, dalla relazione di chi mi ha preceduto, ho colto solo parole di elogio per il lavoro che ha svolto.
Il sindaco le ha dato un mandato preciso?
Certo, produrre entro i prossimi 6-7 mesi la proposta di uno statuto di accorpamento tra le Ipab che si occupano dei minori a Vicenza. E su questo il Consiglio si dovrà muovere in pieno accordo e nel rispetto delle altre realtà cittadine che operano a favore dei minori e delle famiglie in difficoltà.
L'obiettivo?
Mettere assieme le poche disponibilità esistenti per migliorarne l'impiego. Valorizzare e, nello stesso tempo, attualizzare le volontà testamentarie dei cittadini che le hanno volute.
Resteranno in carica quattro consigli?
Vorremmo ridurli nella gestione di una realtà economico-finanziaria e patrimoniale che, sia pur di modestissime proporzioni, richiede procedimenti burocratici e normativi simili a realtà maggiori.
In pratica?
Con l'operazione caldeggiata dal Comune si potrà passare dagli attuali 4 consigli con l'impegno di 20 consiglieri e 4 collegi dei revisori, ad un unico consiglio e 5 consiglieri, 1 o 3 revisori. Potremo aggiungere anche un'unica sede: il “Principe di Piemonte” ne è addirittura privo, e un solo direttore e segretario.
Lavoro complesso?
L'attività si presenta delicata soprattutto dal punto di vista normativo per la necessità di rispettare e salvaguardare le finalità legate alle volontà dei benefattori che hanno creato le singole Opere Pie. Tuttavia non siamo ai primi passi: l'“Opera Pia Principe di Piemonte" sta lavorando alla formulazione di una prima proposta statutaria, che ormai è pronta.
Una riorganizzazione che dovrà tenere conto di tutti i tagli previsti per gli enti dalla spending review.
Non è possibile non tenerne conto, comunque per ora i programmi saranno improntati sulla continuità di quanto è stato realizzato dal precedente Consiglio e sul rispetto delle finalità dell'ente continuando e incentivando lo sforzo di individuare risposte sempre più aderenti alle esigenze dei minori e delle loro famiglie soprattutto nei tempi di difficoltà in cui oggi viviamo che richiedono maggiori capacità di lettura dei bisogni e di intelligenza inventiva nelle risposte.
Proseguirà la collaborazione con Bertoliana?
Certo, e vedremo anche di perfezionarla. A tutt'oggi una nostra dipendente assicura le aperture serali e domenicali, offrendo un piccolo, ma prezioso servizio specialmente agli studenti della biblioteca. Poi, il Consiglio dovrà decidere se e come continuare la tradizionale assegnazione delle borse di studio a studenti che hanno difficoltà economiche.
E per i bilanci?
I fondi a disposizione dell'ente sono esigui, il Consiglio sarà chiamato non solo all'oculatezza nelle spese, ma soprattutto al migliore impiego delle risorse: aderenza alle necessità dei minori e delle famiglie in difficoltà, attenzione alle nuove esigenze e alle realtà “in ombra” esistenti anche nella nostra città e massima collaborazione con le realtà cittadine attente alle fasce di popolazione meno protette, dall'assessorato alla Famiglia, alle istituzioni pubbliche e private passando attraverso il volontariato. Con questi intendimenti e in queste prospettive il Consiglio dovrà collocare anche il suo non cospicuo, ma tuttavia significativo patrimonio immobiliare, la cui gestione permette la realizzazione degli interventi necessari. COPYRIGH
Chiara Roverotto




















1 rr1veneto 08/09/2012 18:23 742 commenti
la cara e vecchia DC che non vuole andarsene, ma perche non lasciano spazzio ai giovani ecco perche stiamo andando in malora.