Export in crescita: «Segnale positivo per i prossimi mesi»
MORENO MICHELAZZO
Un aumento di oltre il 7 per cento delle esportazioni al di fuori dell'Europa ed un più 5.4% in area Schengen. Nonostante la congiuntura economica poco favorevole, nel terzo trimestre del 2011 le aziende di Confindustria del mandamento Arzignano-Montecchio hanno dato segnali incoraggianti di ripresa, con buone prospettive per il futuro. Più contenute, ma sempre positive, le vendite anche nel mercato italiano, dove la crescita si è attestata al 2 per cento. Per il presidente del raggruppamento, Moreno Michelazzo, sono indicazioni promettenti per il 2012.
Come è andato il 2011 per le imprese del mandamento Arzignano-Montecchio?
Sicuramente meglio del 2010. Abbiamo registrato un aumento del 2 per cento in termini di produzione. Non è cosa da poco considerando la crisi economica. Il mercato ha tirato fino a settembre, la crescita è poi rallentata successivamente.
Quali sono i settori che sono andati meglio?
La meccanica, con un più 4.7 %, le materie plastiche e chimica, +3 %, sono le aree dove l'incremento della produzione è più marcato. Le aspettative per i prossimi mesi sono buone. Le proiezioni parlano di aumenti, in termini più contenuti, nelle esportazioni. Anche il quadro occupazionale dovrebbe rimanere invariato.
Quelli che hanno subìto, invece, una battuta d'arresto?
Il sistema moda, l'alimentare e la concia. Ma occorre fare dei distinguo: esistono aziende che riescono continuamente a buttare sul mercato nuovi prodotti e quindi a rappresentare l'eccellenza. Altre invece devono lottare duramente e combattere. Non dimentichiamo che il nostro territorio è fra quelli che vanno meglio, sempre in ambito vicentino.
Le indagini della guardia di finanza nel settore conciario hanno evidenziato diverse situazioni illegali.
La guardia di finanza deve fare, com'è giusto, il suo lavoro perché il mercato operi in maniera limpida e corretta. Così come è giusto dare notizia di ciò che accade. Deploro la sovraesposizione mediatica che nuoce sia al nostro territorio che alle aziende.
Cosa ci si può aspettare per il 2012?
Mantenere gli stessi standard di produzione ed export dell'anno appena trascorso. Dopo un breve periodo di flessione si inizierà a prendere di nuovo quota. Andranno meglio le aziende che saranno capaci di rimanere in gioco e di internazionalizzarsi.
Antonella Fadda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tweet Segui @GiornaleVicenza