«Io, Sollecito fra le polemiche: è stata una sfida»

L'ATTORE PAOLO ROMIO
17/01/2012
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Paolo Romio nei panni di Sollecito

Da Malo, dove vivono ancora i genitori e la sorella Valentina e dove ha vissuto la sua infanzia e l'adolescenza,prima di strappare una laurea da 110 e lode a Ca' Foscari, al debutto internazionale di fronte a 3 milioni di spettatori americani intenti a vedere sul canale Lifetime a pagamento “Amanda Knox: Murder on trial in Italy". Nel film tv ispirato all''omicidio di Meredith Kercher e alle vicende giudiziarie che hanno accusato e assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito, Paolo Romio indossa i panni di quest'ultimo accanto alla star americana Hayden Panettiere. Un film che potrebbe non essere trasmesso in Italia, a causa di veti legali. A Malo ci torna appena può. Ha lasciato parenti ed amici ma la comunità locale poco sa di avere in casa una star del cinema (è stato fra gli interpreti di “Figli delle stelle” con Pierfrancesco Favino, Fabio Volo e Claudia Pandolfi) e della nostra televisione (ha recitato nelle fiction “Il commissario Vivaldi” e “Che Dio ci aiuti”).

Come è iniziato il suo avvicinamento alla recitazione?  
Non so bene quando si sia innescato il meccanismo che mi ha portato a fare questo mestiere, ma so che prima di diventare attore, sono stato spettatore. La curiosità verso questo settore è iniziata a 3 anni, quando vidi il primo film al cinema a Malo. Ho cominciato da attore perché è la professione più visibile per un occhio inesperto e lavoro porta lavoro: farsi conoscere e farsi stimare è la miglior possibilità per far parte di un progetto.  

Tra i suoi ruoli più importanti c'è uno scienziato che soffre di autismo, uno psichiatra e un personaggio controverso come Raffaele Sollecito. Tutte figure che richiedono una chiave di lettura psicologica profonda: c'è un interesse da parte sua per la psicologia?
In ogni individuo si nascondono mondi e possibilità inesplorati che un attore deve avere il coraggio di e utilizzare in maniera artistica. Prima di affrontare una parte cerco di informarmi il più possibile su chi sto impersonando.  

A proposito dell'interpretazione di Sollecito: quale può essere la responsabilità più grande nell'interpretazione di un personaggio reale?
In quel caso il problema era quello di portare in scena una storia in fieri che non era ancora definita, ma di cui tutti parlavano ed avevano un punto di vista. La difficoltà quindi è stata resettare tutti i giudizi che sentivo dai giornali e dalle persone e di vedere chi poteva essere questo ragazzo dal punto di vista umano.  

“Amanda Knox", da sempre osteggiato dai legali dei protagonisti del dramma, è stato distribuito negli Stati Uniti e in tutto il mondo, tranne che in Italia. Ci sono aspetti particolari della trama che il film approfondisce?
Si concentra sul caso, senza darne una soluzione, e ne fotografa i protagonisti.

Come sono state vissute dal cast le polemiche che hanno accompagnato riprese e uscita del film?  
È stato tutto molto strano perché c'erano idee divergenti sul set e alla fine non si capiva se uno parlasse da cittadino o se fosse condizionato dal personaggio che interpretava. Però la vicenda ha avuto enorme presa, di qua come al di là dell'oceano.  

E da lei?
Ci sono stati momenti intensi in cui umanamente mi sono chiesto se stavo seguendo o no la strada giusta e in tal caso quale fosse. Ma questi sono i rischi di far parte di una storia del genere: contemporanea, surreale e drammatica. Quale finora il lavoro che l'ha appassionata di più? Il prossimo sarà meraviglioso. Sono orgoglioso del mio percorso: sono cresciuto in un luogo dove il cinema esiste solo come spettatore e gli attori si vedono sui giornali. Credo di essere un raro esempio di attore veneto che fa cinema/tv e la cosa mi dispiace. Mi piacerebbe incontrare sceneggiatori e registi che sappiano parlare delle nostre campagne in maniera artistica.  Sei legato alla tua terra d'origine?  Certamente. Non a caso mi piacerebbe molto lavorare qui e trovare qualcuno che riesca a valorizzare il nostro paesaggio. Io sono orgoglioso delle mie origini ma essere lontani dai centri d'interesse artistici e culturali non aiuta. Progetti futuri? Sto facendo dei provini, ma ora sono occupato con una storia che ho scritto assieme alla mia co-sceneggiatrice americana conosciuta sul set di “Amanda Knox". E' una storia contemporanea che si svolge tra Treviso, Copenhagen, Mostar e Berlino. Gli attori sono stati contattati, le produzioni pure. Incrociamo le dita. Per me è una grossa oppurtunità.

Claudio Ruggiero




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