«In un anno oltre 100 denunce. Con la crisi c'è il rischio-usura»

MELCHIORRE FALLICA, prefetto
02/01/2012
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Il prefetto Melchiorre Fallica è in città da quasi due anni

Appassionato di fantascienza, lettore incallito di saggi, romanzi. L'ultimo letto è della vittoriana Charlotte Bronte. Il prefetto Melchiorre Fallica, in città da poco meno di due anni, ha saputo conquistarsi fiducia e stima. Non solo tra i rappresentanti delle istituzioni, ma anche tra lavoratori, imprenditori. Moltissimi quelli che hanno bussato in contrà Gazzolle per chiedere aiuto nel corso di una trattativa aziendale che sembrava arenarsi, per dare maggiore visibilità ad una protesta.
«In questi ultimi anni le prefetture sono cambiate. Non ci occupiamo più solo di patenti, immigrati, cittadinanze. Ormai parole come sciopero, crisi, fanno parte del nostro agire quotidiano. In duecento anni di storia - spiega - abbiamo accumulato esperienze. Ora proviamo ad essere una garanzia per tutti. Un'assicurazione apolitica e apartitica».

Che cosa l'ha impegnata di più quest'anno?
Oltre all'ordine pubblico, direi la crisi, il lavoro, le vertenze, i tavoli di trattativa che abbiamo aperto con le imprese. Ecco, perché sostenevo che la prefettura è cambiata, è diventata una sorta di istituzione super partes in grado di mettersi accanto a tutti.

La criminalità non accenna a diminuire: rapine e, soprattutto, furti sono in aumento.
Da ottobre c'è stata una recrudescenza, legata anche alle feste natalizie: delinquenti che si sovvenzionano le ferie. Ma in questa spirale possono cadere anche persone senza lavoro. La debolezza ci fa commettere errori che, se fossimo in condizioni normali, non ci passerebbero nemmeno per la testa. Purtroppo c'è chi pensa di sbarcare il lunario contravvenendo alla legge, magari caduto come facile preda di gente senza scrupoli.

Anche i reati legati allo spaccio e all'uso di sostanze stupefacenti sono in crescita.
Credo che tutte le forze dell'ordine abbiano fatto l'impossibile al riguardo e le operazioni di questi giorni lo testimoniano. A volte bisogna sapere aspettare, per poter prendere anche i pesci più grandi. L'attenzione resta altissima in tutta la città.

Il 2001 è stato l'anno delle ordinanze: la zona rossa per sfrattare la prostituzione dai viali della città, sale gioco. Strumenti importanti?
Certo, perché sono state studiate attentamente. Prefettura, Comuni e Forze dell'ordine hanno sempre lavorato in sintonia, affinchè non ci fossero ricorsi al Tar.

L'ordinanza sulla prostituzione scadrà il 31 gennaio e poi?
Sicuramente ha sortito gli effetti voluti, non ci sono lucciole in centro e la maggior parte si sono spostate nella zona industriale. E questo grazie ad un lavoro di grande collaborazione.
Ora, spetterà al sindaco di Vicenza decidere come muoversi . La decisione di Altavilla, Sovizzo e Creazzo, che hanno sottoscritto la medesima ordinanza, è stata fondamentale per circoscrivere una situazione che stava degenerando e creando molte tensioni tra i residenti.

Il procuratore Pietro Grasso ha parlato di infiltrazioni camorriste nel Veneto e anche nel Vicentino.
Non ci risulta: forse il procuratore nazionale antimafia si riferiva ad operazioni svolte dalla Dia che hanno riguardato anche la nostra provincia dopo l'arresto dei capo dei Casalesi che aveva affiliati in città. Il pericolo per le aziende di cui accennava Grasso non credo esista perchè sono solide ed hanno tradizioni radicate. Piuttosto possono cadere nelle mani degli strozzini con prestiti concessi a tassi altissimi. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni in questo senso

Quante?
Più di un centinaio nel 2011 e riguardavano gli interessi chiesti da banche minori piuttosto che da finanziarie. Segnaliamo tutto alla magistratura, poi a quest'ultima spetta il compito di stabilire se il reato esiste oppure no. Ma rimane un problema serio.

Come quello delle sale da gioco?
Direi di sì: i frequentatori di solito sono persone con grossi problemi alle spalle che sperano di risolverli con una vincita. Il Consiglio comunale ha fatto bene ad approvare un regolamento che detti regole contro il proliferare di questi locali.

Ne stanno aprendo altre due e si tratta di sale scommesse, su cui dovrà decidere il questore
Quest'ultimo non potrà non tenere conto di quanto il Comune ha votato. Ha 60 giorni di tempo per decidere. Valuterà prendendo in considerazione molti aspetti; se poi ci saranno ricorsi, i tempi si allungheranno ulteriormente.

I profughi: un'altra emergenza.
Sicuramente e mi sento in dovere di ringraziare i Comuni, le associazione, le cooperative che ci hanno seguiti in questi mesi. Molti migranti non hanno ottenuto lo status, ci sono ricorsi in atto, vedremo che cosa accadrà. A tutt'oggi nel Vicentino da 300 siamo passati a 260 -270 profughi, alcuni sono scappati, altri hanno deciso comunque di rimanere. Ci sono sindaci che mi chiamano dicendo che si sono affezionati a questi ragazzi e vorrebbero restassero, anche se la commissione si è espressa negativamente. È l'altra faccia dell'accoglienza, quella vera.

Che anno ci attende?
Difficile, ma non credo peggiore di quello che abbiamo appena trascorso. Molto dipenderà dall'economia non solo vicentina, veneta, italiana. Ma anche internazionale e mondiale. Ora, si ragiona solo su scale molto ampie.

Resta ancora aperta la questione carcere: troppi detenuti. Adesso c'è un nuovo provvedimento che coinvolgerà le questure e le stazioni dei carabinieri con l'utilizzo delle celle di sicurezza.
Purtroppo, finché i tempi della giustizia sono così lunghi non supereremo la questione. Troppi detenuti rinchiusi in attesa di giudizio. E servono nuove carceri. La situazione di Vicenza è pesante, lo si dice da anni. Inoltre, trovo poco percorribile che ogni stazione dei carabinieri abbia una cella di sicurezza, credo sia più logico che venga pensata una struttura nella sede della compagnia di competenza e nei due commissariati di Vicenza e Bassano. Comunque vedremo che risorse verranno messe a disposizione.

Cosa ricorda con maggiore emozione della festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia?
La celebrazione del 2 giugno al Museo del Risorgimento e quella in piazza dei Signori con l'enorme bandiera costruita dai ragazzi. Quest'anniversario ha contribuito a rendere i giovani più attenti nei confronti delle nostre radici e della nostra storia.

Però, non da tutti viene rispettata e vissuta nello stesso modo.
Forse bisogna distinguere la propaganda politica, da un'idea più ampio dello Stato dettata da una Carta costituzionale.

Prefetto lei siede su una sedia importante, occupata una decina di anni fa dall'attuale ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri.
Che cosa dire? Speriamo porti fortuna.

Ha conosciuto il ministro?
Certo, quando ero un funzionario a Sondrio, lei era addetta stampa del prefetto di Milano e in molte riunioni era presente. Poi ci siano incontrati anche a Vicenza, a casa di amici comuni. Donna straordinaria con una carriera ineccepibile.

L'ha vista recentemente?
Sì, il 14 dicembre quando tutti i prefetti sono stati chiamati a Roma. Naturalmente l'ho invitata in città.

Prefetto, è sempre milanista?
Catanese prima, milanista poi e ora anche tifoso del Vicenza, del resto la squadra ha avuto un'accelerata incredibile. E l'allenatore Gigi Cagni mi confessato un segreto.

Quale?
Che la squadra segue una dieta a base di frutta, verdura, carne e pochi carboidrati: che sia questo il segreto di tanto successo? Di sicuro funziona.

Lo scorso anno sosteneva che Vicenza aveva bisogno di un po' di pubblicità-progresso: è sempre dello stesso avviso?
Direi che è migliorata c'è più turismo, non si parla solo di baccalà o Andrea Palladio. Diciamo che il fermento non manca.

Prefetto, è vero che risponde personalmente a tutti i biglietti di auguri che riceve?
Sì, mi piace riservare una parola diversa ad ognuno.

L'augurio più bello che le hanno rivolto?
Di restare a Vicenza. Da gennaio, infatti, rientro tra i prefetti che avranno la valigia in mano.

Chiara Roverotto




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