«Alla Lega dico: restate nella legalità come tutti»
BENIAMINO PIZZIOL, VESCOVO DI VICENZA
Vicenza. Incontro natalizio del vescovo con i giornalisti. È il primo Natale di mons. Beniamino Pizziol alla guida della Diocesi di Vicenza
Quali sono le sue emozioni?
Sono arrivato da sei mesi, sto vivendo questo periodo con grande coinvolgimento emotivo, ho avuto momenti di autentica vicinanza. Arrivo da una visita al carcere dove ho celebrato la messa e salutato uno ad uno i detenuti, incontrerò la Lega per la lotta ai tumori, i sacerdoti anziani di San Rocco, l'Ipab, il Vicenza calcio ricordando la mia passione sportiva. Ho avuto modo di visitare Questura e Prefettura. Sto condividendo gioie e difficoltà di questa terra portando la solidarietà di Dio con tutti gli uomini, partendo dalla sua dimensione fondativa, quel Dio che si fa bambino e s'inserisce nell'umanità. È un Natale dentro alla crisi, però bisogna dare segni oggettivi di speranza e fiducia. Ci sono stati altri momenti di difficoltà e povertà, ma ne siamo sempre usciti fuori. Lo faremo ancora se saremo capaci di cogliere gesti di solidarietà.
Che situazione ha trovato in carcere?
I detenuti mi hanno dato il pane che fanno loro. Il luogo è sovraffollato, ma ho trovato un carcere sulla via della rieducazione, in un clima di solidarietà sociale, con la presenza di volontari, don Agostino sta lavorando bene.
Come valuta la svolta politica italiana e la nascita del governo Monti?
La prospettiva era quella di tre fattori da combinare: rigore, equità e sviluppo. Credo che ci voglia un sano equilibrio fra i tre punti. Monti nella sua manovra ci è riuscito bene nel rigore e ce ne accorgeremo tutti da gennaio in avanti. Ora bisogna lavorare molto sull'equità: ma gli sforzi e il sacrificio, quella parola che ha fatto piangere la ministra, vanno distribuiti non in modo eguale, bensì in base alle possibilità di ognuno. Quello che mi preoccupa di più e riesco a percepire pur non essendo economista o imprenditore è lo sviluppo.
Qual è la sua percezione sulla mancanza di sviluppo?
Lo racconto con dei fatti. Quand'ero ancora a Venezia sono venute un centinaio di persone a domandarmi lavoro, sbagliando peraltro anche obiettivo, persona. Ma si trattava di un retaggio del Dopoguerra. Ancor oggi ci sono nonni che dicono ai nipoti: vai dal vescovo che ti trova un posto. Il vescovo non trova un lavoro sia chiaro, ma avevamo inventato un accordo con un'agenzia interinale e dato un piccolo spiraglio alla gente. Da quando sono a Vicenza almeno una decina di persone mi hanno chiesto una raccomandazione, ma non è questo il mio compito. Tornando alla manovra mi sento coinvolto, anche per quei sacrifici che a me vescovo vengono chiesti, ribadendo l'importanza di arrivare presto alla fase dell'equità e dello sviluppo.
E la polemica sull'esenzione alla Chiesa cattolica?
La Diocesi di Vicenza paga l'Ici?
Bisogna guardare all'oggettività, altrimenti sono attacchi pretestuosi. Quando è scoppiata la polemica ho chiamato l'economo e ho chiesto di verificare subito la situazione della Diocesi di Vicenza e di tutte le sue strutture. Oggi mi è arrivata anche la posizione dell'Istituto per il sostentamento del clero, ecco ce l'ho qui: nel 2011 paga 114 mila euro di Ici, 7 mila di Irap e 149 mila di Ires. La Diocesi paga tutto quello che deve. Se c'è qualche istituzioni che fa attività commerciale e la fa apparire come attività legata al culto va perseguita e anzi, chiedo di segnalarla.
Il ritorno al centro può far pensare ad un ritorno dell'unità politica dei cattolici?
Personalmente non ho mai ritenuto che si debba tornare all'unità politica dei cattolici perché l'esperienza precedente, che pur è stata validissima, ha avuto dei grossi limiti che conosciamo tutti, fino ad arrivare allo scioglimento del partito di riferimento dei cattolici. Vedo invece in modo positivo la presenza dei cattolici negli enti cosiddetti intermedi cioè nel tessuto civile e sociale che vuol dire scuola, famiglia, associazioni, volontariato, categorie. Che i cattolici siano innervati in questo tessuto e diano la loro competenza motivata dalla fede è fondamentale. Poi ci sono cristiani competenti anche dentro al nuovo governo, persone preparate e caratterizzate da testimonianza di fede personale che danno un apporto alla vita politica e questo è favorevole, conosco personalmente il neoministro per l'Integrazione Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio.
Cosa pensa della proposta della Lega di non far pagare l'Imu al Nord?
Parlare della Lega è delicato in una diocesi dove forte è la sua presenza, ma credo che anche loro debbano richiamarsi alla legalità come tutti. Ci sono delle cose positive della Lega, soprattutto nell'interpretare il vissuto della gente, un po' come ha sempre fatto la Chiesa con i suoi parroci presenti nelle case, innervati nel territorio, termometro nei luoghi dove si vive. La Lega ha capito questo da tempo e nel Nord è riuscita a percepire la "pancia" della gente: questa è una dimensione validissima, ma deve coniugarla con la solidarietà aperta a tutti e dentro alla legalità, dentro ad un Paese. Se un domani faranno l'obiezione di coscienza, dovranno pagare.
Come trascorrerà le feste, per chi pregherà?
Sarò a Vicenza impegnato nelle celebrazioni, trascorrerò il pranzo di Natale con i sacerdoti alla casa del clero. Mi sento vicino a tutte le persone che in questo momento stanno vivendo delle difficoltà, gli ammalati, gli anziani soli, i detenuti, chi è stato colpito da tumore. Pregherò per tutti loro.
Per quanto ancora dovrà fare la spola con il patriarcato di Venezia. Quando avverrà la nomina del successore di Scola?
Si spera a fine gennaio. In realtà speravamo per dicembre, ma ora credo
che sia un po' più possibile, le consultazioni a quanto mi risulta sono a buon punto.
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