«Vicenza e il Veneto sotto tiro della camorra»
PIETRO GRASSO, procuratore antimafia
La madonnara che sta dipingendo sul marciapiede accanto al Comune molla di colpo i gessetti. Tre auto piombano in corso Palladio e da una scende Pietro Grasso, il procuratore nazionale antimafia, incarico che ricopre dall'ottobre del 2005.
Ha voglia di mischiarsi tra la gente Pietro Grasso, ha voglia di assaporare in un sabato pre natalizio l'aria fredda di dicembre o di ammirare la Basilica a cui dedica una foto con il cellulare. Con lui l'immancabile scorta e don Luigi Tellatin, coordinatore provinciale di Libera, l'associazione nata per spiegare cos'è la mafia anche a chi la considera lontana, una questione solo meridionale.
«Andiamo tutti a bere un caffè», invita il procuratore Grasso che ieri mattina prima di essere ospite nella Sala Stucchi del Comune, ha incontrato oltre mille studenti tra Soave e San Bonifacio. «I giovani si appassionano alle storie vere, è attraverso la cronaca che si fanno un'idea su cos'è la mafia». Grasso è venuto a Vicenza per presentare il suo ultimo libro "Soldi sporchi" edito da Dalai, un'analisi chiara sull'economia del riciclaggio di denaro sporco.
Quanti sono i soldi sporchi in Italia?
Le cifre di vari analisti indicano che un terzo dell'economia italiana è sommersa. Secondo la Banca d'Italia il riciclaggio muove il 10% del Pil, pari a circa 150 miliardi di euro. Confindustria parla di un'evasione da 110 miliardi, mentre la corruzione costa 50-60 miliardi di euro.
E l'Italia affronta una manovra finanziaria salata...
È questo il punto, i costi dell'evasione e del riciclaggio costano all'intera collettività. Per colpa dell'economia sommersa gli italiani dovranno subire una faticosissima manovra da 38 miliardi di euro.
Che rischio corre il Veneto e Vicenza per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose?
Un rischio alto considerando la forte concentrazione di aziende e capitali. E la crisi favorisce il sistema mafioso. Le imprese oggi non hanno la liquidità necessaria e le banche faticano a prestare denaro. Ecco allora che spuntano i colletti bianchi della mafia pronti a prestare denaro e ad entrare nelle aziende con capitali freschi. Ed ecco il riciclaggio.
Difficile da controllare.
Sì, perchè dietro al nome "pulito", alla facciata di un'azienda, ci sono i soldi sporchi che si mischiano a quelli buoni ed è difficile fare le verifiche
E quindi il mercato e la concorrenza viene falsata.
Gli imprenditori veneti e non solo devono monitorare il loro territorio. Modificare le regole del mercato con l'innesto di capitali illeciti freschi va a scapito di tutta l'economia. Le aziende per competere hanno bisogno di regole chiare e uguali per tutti.
La procura antimafia nazionale che dati ha sulla situazione veneta? Una settimana fa è stato arrestato un imprenditore vicentino accusato di avere dei legami con i casalesi.
Sì, ne sono al corrente. A fine anno forniremo i numeri ufficiali ma quello che emerge è che il Veneto e Vicenza sono sotto tiro della camorra, più che dalla mafia siciliana o l'ndrangheta calabrese. Su Vicenza c'è sempre una luce accesa da parte delle forze dell'ordine, il rischio che si insinui denaro sporco resta alto.
È chiaro che la ricchezza prodotta in queste aree interessa a chi detiene capitali mafiosi. Ma qui ci sono segnali in controtendenza rispetto ad altre aree del Paese
Quali?
Queste terre finora hanno sempre mostrato veri e propri anticorpi alla malavita. Qui si denunciano subito situazioni dubbie, la camorra o la mafia fa fatica ad attecchire. Nel Nordest c'è un humus civico e sociale che finora ha evitate il radicamento di piccoli-grandi boss.
L'arresto di Michele Zagaria, capo dei Casalesi, è stato l'ultimo successo della lotta alla mafia .
Un arresto importante perchè abbiamo eliminato un mito, un riferimento per la popolazione che si appoggiava ai Casalesi per tutto. Dal lavoro al welfare. E l'effetto c'è stato perchè ora la gente si sente meno protetta. Nei cunicoli dove viveva abbiamo scoperto la stanza girevole dove soggiornava. Evidentemente c'è qualcuno che l'ha progettata e realizzata e che ha coperto per anni il boss.
Che opinione si è fatto del governo Monti?
Credo che ci sia un'aria nuova positiva. Sarà fondamentale però che questo governo lavori sull'equità sociale. Non sta certo a me dare giudizi o consigli, ma vedo dei fattori positivi rispetto al governo precedente.
Sta passeggiando per il centro di Vicenza come una persona normale, ma attorno ci sono cinque uomini della scorta.
La libertà mi manca ma vivo così da 25 anni, mi sento (sorride) in una sorta di libertà vigilata. Ma è una condizione che non mi pesa. Certo che mi piacerebbe passeggiare con mia moglie tra le strade di Palermo, ma ormai questa è la mia vita.
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1 Roberts71 20/12/2011 17:20 71 commenti
"Queste terre finora hanno sempre mostrato veri e propri anticorpi alla malavita. Qui si denunciano subito situazioni dubbie, la camorra o la mafia fa fatica ad attecchire. Nel Nordest c'è un humus civico e sociale che finora ha evitato il radicamento di piccoli-grandi boss." E' una risposta che mi ha piaciuto in modo particolare, giusto per dipanare false credenze che vedrebbero un'Italia perfettamente omogenea dal punto di vista della criminalità organizzata. Roberto