«Comico io? No, sono attore autorizzato e scrittore scritturato»
ALESSANDRO BERGONZONI
Serve fantasia, dice. Servono intelligenza, apertura, inventiva, pensiero. «Diamoci una sveglia e ritroviamo uno sguardo profondo sulla realtà». Serve ri-svegliarsi dalla visione precotta che abbiamo dell'esistenza. «Viviamo in un mondo bignamizzato dove quando si parla di altezza si parla di Brunetta. Si pensa troppo in piccolo, ci si accontenta degli orizzonti limitati e abbiamo perso il senso di vastità. Oggi urge vastità». È questo il nuovo Alessandro Bergonzoni. Uno scavicchia coscienze, un intellettuale della parola che usa l'arte come pertica per andare oltre. Un detonatore di limiti, abitudini, appiattimenti verso il basso. Bergonzoni arriverà a Verona domenica prossima con due appuntamenti: alle 18 incontrerà il pubblico di ArtVerona11 al padiglione 7 della Fiera (spazio Aletti) e alle 21 porterà in scena al teatro Nuovo Urge, il suo ultimo spettacolo sull'urgenza di alzare lo sguardo verso orizzonti più vasti. Il monologo fa parte della rassegna TheatreArtVerona. «Urge è uno spettacolo diverso dagli altri», dice Bergonzoni, «con un'attenzione particolare a quello che succede mentre una persona fa spettacolo e a quali sono le urgenze dell'oggi da un punto di vista antropologico, sociale e umano».
Quali sono le urgenze più pressanti?
Urge un cambiamento. Un rovesciamento di ruoli. Urge un risveglio. Dobbiamo smetterla di essere fruitori passivi di decisioni (ed errori) altrui e bere tutto quello che ci propinano. Oggi si continua a delegare ad altri il compito di scavare dentro l'anima e si finisce per fare quella che io chiamo cultura colluttoria, qualcosa con cui ci si riempie la bocca per poi sputarla fuori senza sia cambiato nulla. Indagare dentro di noi è la vera rivoluzione: bisogna creare potenza, non potere».
Bergonzoni funambolo della parola. Aristotele diceva che le parole sono il risultato certo di una convenzione umana. Per lei cosa sono?
Le parole sono delle punte di iceberg che sotto devono avere idee, creazione, devono avere invenzione, fantasia, immaginazione. Dietro le parole ci deve essere pensiero, idee, etica. Solo così ci può essere conoscenza. La parola senza pensiero funziona al bar o allo stadio dove si riduce a chiacchiera.
Bergonzoni anche pittore di soq-quadri con mostre personali in tutta Italia. La pittura come un'altra forma per creare vastità?
L'arte è un tema sociale, politico, civile non divertimento o intrattenimento come oggi si tende a credere. Non ci si può accontentare di andare in un museo, a un festival, guardare e poi una volta usciti dimenticare tutto. Bisogna mandare giù e fare dell'arte un alimento. Ci preoccupiamo tanto dell'inquinamento dell'atmosfera, ma dei gas di scarico di certi media ce ne freghiamo. L'arte deve prendere il posto della cronaca, della banalità, dell'innocuo. L'innocuo è pericolosissimo e l'arte deve lavorare con l'altezza.
Avrebbe potuto seguire la trafila normale: televisione, radio, cinema. Lo fanno in molti, del resto. Invece è rimasto fedele al teatro.
La televisione andrebbe guardata ma non accesa. È fondamentale andare nei teatri, nelle piazze, nelle scuole nelle università perché lì c'è la vita vera, non come ha detto qualcuno che la vita è nelle fiction e le persone lì si identificano mentre il cinema è morto. Ormai è tutta fiction, il calcio, la politica, ci siamo uccisi con le situation comedy. Di radio bella ce n'è ma bisogna cercarla.
Comicità oggi fa rima con banalità?
Il comico oggi lavora come mezzo di distrazione di massa. Come dire, facciamo quattro battute sulle veline e sui calciatori e andiamo a casa tutti contenti. L'artista invece deve essere il promotore di metamorfosi, di risvegli in tutti i campi. E in questa metamorfosi lo spettatore deve avere un ruolo attivo: deve imparare a spegnere e ad accendere il canale del pensiero e smettere di volere qualcuno che li rappresenti.
Lei come si definirebbe?
Più che comico mi sento un autore autorizzato, più che scrittore scritturato. Io sono stato chiamato dall'arte a fare da detonatore come una mina pro-uomo: il mio obiettivo è far saltare sul più bello e proporre una nuova visione di vita e prospettive alternative. Nel mondo di oggi non gira energia, vige la regola del tiriamo a campare e non si crea più nulla.
Bergonzoni sempre impegnato nel sociale, vicino alla Casa dei risvegli, l'associazione che a Bologna cura i malati in coma.
Il 7 ottobre si celebra la giornata del risveglio dal coma, ma il mio auspicio è che ci si risvegli tutti da questa atrofia di pensiero, la malattia oggi più diffusa.
Silvia Bernardi
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1 Lanfry67 04/10/2011 17:18 39 commenti
Un mito!!!!