Ceccato in agonia L'investitore si è tirato indietro
MONTECCHIO. Il 18 settembre il commissario riferirà al tribunale. L´annuncio è arrivato alla vigilia dell´incontro di ieri in Regione. L´azienda non ha partecipato Chiesta la revoca del concordato
Fa retromarcia il manager della nuova società della Ceccato e l´azienda si avvia al fallimento. Il socio vicentino della Ceccato srl, del quale non è mai stata resa nota l´identità, ha deciso improvvisamente di ritirarsi. Lo ha comunicato l´altra mattina Confindustria con una lettera inviata ai sindacati, proprio alla vigilia dell´incontro in Regione con l´assessore al lavoro, Elena Donazzan. Per questo motivo, infatti, ieri pomeriggio i rappresentanti di Confindustria e i vertici della Ceccato non erano nella sede della Giunta regionale a Venezia.
Una rinuncia, quella dell´investitore, che è arrivata inattesa: «Probabilmente ha rinunciato perché era importante l´accordo sindacale che non è arrivato - spiegano Carlo Biasin di Uilm, Maurizio Montini di Fim e Morgan Prebianca di Fiom -. Per noi era fondamentale conoscere il loro piano industriale e capire in che maniera avrebbero utilizzato le nuove risorse».
In particolare i vertici della Ceccato srl non hanno accettato alcune proposte, basilari per l´accordo, presentate dalle organizzazioni sindacali. Le richieste principali riguardavano il recupero di 51 lavoratori in due anni, e non in tre come previsto dall´azienda; quali criteri sarebbero stati utilizzati per la riassunzione dei dipendenti e il mantenimento dei diritti e stipendi ottenuti con la contrattazione aziendale per lavoratori della “vecchia” Ceccato che fossero passati alla nuova società.
La defezione del nuovo socio non ha comunque impedito la riunione programmata a Venezia alla quale erano presenti, oltre all´assessore Donazzan, i sindaci di Montecchio e Brendola, Milena Cecchetto e Renato Ceron, i sindacati, il commissario giudiziale Andrea Peruffo ed un rappresentante della Provincia.
«Durante l´incontro si è fatto il punto della situazione alla luce delle ultime novità e abbiamo deciso di aspettare il 18 settembre - proseguono i rappresentanti sindacali - quando il commissario riferirà al tribunale che non ci sono più le condizioni per il concordato preventivo».
Nonostante rimanga alta la preoccupazione per il futuro dell´azienda e dei dipendenti, per i due sindaci la riunione è stata positiva: «Anche vista la presenza del commissario - affermano - per l´opportunità di avere utili dettagli sull´iter del concordato. Facciamo un ulteriore appello affinchè l´attuale proprietà si faccia da parte. Oggi più che mai è stata ribadita la bontà del prodotto e quindi del marchio; siamo impegnati sempre e comunque nel favorire l´ingresso di nuovi investitori che credano nel suo rilancio».
Antonella Fadda
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1 MNTNO 01/08/2012 11:40 180 commenti
Burocrazia e sindacati costituiscono un ottimo deterrente?