Orma preistorica di un dinosauro al museo Zannato
MONTECCHIO. Arriva dalla Mongolia. È stata donata da un fornaio. È di un erbivoro di 10 quintali e 80 milioni di anni Sarà creato un laboratorio didattico per bambini
L'orma di un dinosauro di 80 milioni di anni al museo Zannato di Montecchio. Proviene dal più immane scrigno di dinosauri della Terra: il deserto del Gobi. Ci è “inciampato”, durante un viaggio in Mongolia, il fornaio Francesco Zuccon che da anni ha adottato una famiglia di un povero villaggio a 30 chilometri dalla capitale Ulaanbataar. Ieri Zuccon ha consegnato al museo cittadino l'orma fossile dell'erbivoro, ricevuta in dono dagli amici della Mongolia a cui viene devoluta annualmente una parte del ricavato della manifestazione castellana “Pane in piazza”. Un'impronta che, come spiega l'assessore alla cultura Claudio Beschin, appartiene a un dinosauro erbivoro.
Una donazione che sicuramente non mancherà di affascinare scuole e bambini che ogni anno affollano le sale del museo di archeologia e scienze naturali (4.500 presenze annue in continuo aumento). «Ad una prima accurata osservazione - afferma Beschin - l'orma risale al Cretaceo superiore, quindi a circa 80 milioni di anni fa. Si tratta di un dinosauro erbivoro, perché nell'orma mancano i tre artigli tipici dei carnivori. E dalla profondità si può risalire approssimativamente anche al peso di una decina di quintali».
Insieme all'orma Zuccon ha anche consegnato altri reperti, ricevuti in dono dalla famiglia della Mongolia, fra cui due frammenti d'osso, in questo caso appartenenti a dei piccoli dinosauri, e un parte di tronco di una foresta fossile.
La donazione è stata accolta con entusiasmo dai responsabili del museo Zannato, che stanno già pensato di creare un apposito laboratorio didattico per le scuole sui dinosauri.
Presto l'impronta verrà esposta nella vetrina che ospita le più recenti acquisizioni museali. «Ma prima chiederemo al prof. Paolo Mietto, esperto di icnologia, la scienza che studia tutte le orme, di analizzarla più attentamente per ricostruire la taglia, a quale famiglia apparteneva. il genere e gruppo di questo dinosauro» spiega Claudio Beschin.
Il deserto mongolo è stato per anni meta di studio e missioni archeologiche. Grazie all'habitat ideale ha permesso la conservazione di orme, di scheletri fossili di dinosauri, di un uovo di velociraptor completo di embrione.
«Sono impronte di sabbia - osserva Beschin - e col tempo, a causa dell'erosione del vento, verranno perdute. Per questo motivo siamo molto felici di poter custodire questo reperto al nostro museo».
Antonella Fadda
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