mercoledì, 23 maggio 2012

Montecchio

CAMBIA:

Uccise nonno vigile. Il guidatore sarà assolto

MONTECCHIO. Il dramma avvenne un anno fa. Era incapace di intendere e  volere. Fissato il processo per il  guidatore che travolse Mercanzin
22/02/2012
Zoom Foto
In via Archimede la tragedia| Antonio Mercanzin| Il guidatore Luigi Furian

Montecchio. Un anno fa l'automobilista-killer padovano Luigi Furian a folle velocità travolgeva come un birillo e uccideva Antonio Mercanzin, davanti alla scuola di via Archimede dove prestava servizio come nonno vigile. Poi fuggiva, prima di essere arrestato per omicidio colposo e omissione di soccorso.
Tra qualche giorno, il 1 marzo, è fissata l'udienza preliminare, durante la quale Furian, 32 anni, di Saonara, chiederà di essere processato con il “rito abbreviato”. I suoi avvocati Stefano Grolla e Antonella Carrarini solleciteranno l'assoluzione per vizio totale di mente, perché al momento della tragedia l'imputato era incapace di intendere e di volere.
Così ha certificato il perito del tribunale, prof. Umberto Signorato, che ha parlato di un “black out psichico”, com'è classidicato dalla scienza psichiatrica, che gli impedì di rendersi conto di quello che faceva. Furian non è neppure pericoloso socialmente e, pertanto, dopo il percorso di recupero, è libero. Difficilmente potrà ancora guidare visto il dramma che ha provocato, essendo potenzialmente in grado di ripetersi, giacché nessun medico può escludere che un simile, momentaneo cortocircuito psichiatrico possa ripetersi.
All'udienza preliminare non ci sarà la famiglia di Mercanzin, che aveva 73 anni, ed era una persona speciale, com'è stato più volte ricordato per descrivere l'altruismo e la sua generosità. I congiunti, infatti, assistiti dall'avvocato Lucio Zarantonello sono stati risarciti dall'assicurazione con oltre 800 mila euro.
Con l'uscita di scena delle persone offese dal reato e la perizia psichiatrica che stabilisce la totale infermità mentale di Furian al momento di uccidere Mercanzin, resta aperta la questione delle sanzioni accessorie. Gli avvocati Grolla e Carrarini, all'udienza di novembre in cui è stata discussa la perizia hanno spiegato che «continua il suo percorso di reinserimento sociale dopo il black out psichico di cui è rimasto vittima».
Furian, che è laureato in economia e commercio ed ha un master, è di buona famiglia. Non aveva bevuto nè era sotto l'effetto di droghe quel maledetto 22 febbraio 2011. «Non ricordo davvero nulla di quello che è successo, mi spiace», ha sempre ripetuto il 32enne, per il quale il sostituto procuratore Barbara De Munari ha chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza è fissata davanti al gup Stefano Furlani, ma il percorso processuale appare segnato alla luce del pronunciamento del perito psichiatrico. Intanto, i famigliari di Furian hanno incontrato di recente i congiunti di Antonio per esprimere il loro più profondo dolore per quanto avvenuto. «A un anno dalla tragedia siamo ancora sconvolti», hanno detto angosciati.

Ivano Tolettini




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