«No all'impianto fanghi vicino alle abitazioni»
MONTECCHIO. Lanciato l'allarme: presto una riunione aperta a tutti.Nuovi timori dopo la relazione presentata dall'Ato
È allarme a Montecchio, dopo la riunione dell'Ato, sull'impianto per i fanghi. A lanciarlo è il leghista Claudio Meggiolaro, presidente del Consiglio comunale. «Lo scorso mercoledì - spiega - ho rappresentato l'Amministrazione Cecchetto all'ultima riunione di Ato Valle del Chiampo in merito alla relazione per la valutazione dei processi termici di inertizzazione dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione».
Meggiolaro, che non nasconde la preoccupazione per la scelta dei progetti, ha già sollecitato una riunione della commissione consiliare ambiente, aperta a tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione, per valutare il da farsi. «Prima di esprimere un giudizio è necessario valutare tutto il materiale elaborato dalla Commissione Ato - afferma - Abbiamo chiesto di farci avere la sintesi presenta in riunione. Vogliamo analizzare i dati con la serietà che il tema impone».
Sono, tuttavia, molte le perplessità: «Durante la riunione Medio Chiampo ha dichiarato che sta valutando con imprese tedesche varie soluzioni per il trattamento dei fanghi della concia - prosegue Meggiolaro - Ci lascia perplessi che due società con lo stesso problema, Medio Chiampo e Acque del Chiampo, non uniscano le forze per risolvere il tema assieme». Parecchie anche le criticità sollevate da Montecchio: «La prima è la localizzazione dell'impianto. Il grande timore di tutti noi è che la struttura venga realizzato a ridosso della città, come accaduto con il megadepuratore. Le analisi della Commissione dicono che un futuro impianto può funzionare solo se vicino a dove i fanghi sono prodotti». La seconda riguarda l'impatto ambientale: «Le soluzioni tecniche presentate riducono di molto l' impatto, ma si tratta sempre di un impianto che tratta rifiuti di concia: è difficile pensare che lo faccia senza alcun effetto sull'ambiente. Spetta ai responsabili di Ato fornirci ulteriori dati e documenti in grado di fugare i dubbi dei montecchiani e di tutto l'Ovest vicentino».
Meggiolaro ricorda, infine, che 8 anni fa il Consiglio comunale di Montecchio ha detto no ai progetti di costruzione non solo di centrali termoelettriche, ma anche di qualsiasi altro “camino" in accordo con tutte le Amministrazioni del distretto Giada.
Antonella Fadda
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