Braciere acceso per riscaldarsi Sette intossicati
MONTECCHIO. Tragedia sfiorata in un appartamento di via DuomoTre bimbi e quattro adulti sono stati soccorsi di notte dal 118 e curati nella camera iperbarica per salvarli dall'intossicazione
La casa è gelida e i bimbi piangono. Così i genitori portano il braciere a carbonella in camera da letto per la notte. Durante il sonno la stanza si satura di fumo e in sette finiscono in ospedale ad Arzignano, ricoverati nella camera iperbarica di Torri di Quartesolo.
È accaduto nella notte fra domenica e lunedì a Montecchio, in via Duomo al civico 27 dove abita la famiglia Hossain, di origini bangladesi. In casa vivono, oltre al capo famiglia Monir e alla moglie Jasmine, i loro tre bambini di tredici, sette ed un anno. Oltre ad altri due familiari: due uomini di circa 35 anni.
Secondo una prima ricostruzione di carabinieri e vigili del fuoco al momento di andare a dormire la famiglia decide di accendere un braciere con la carbonella e di riscaldare l'ambiente con questo sistema, dal momento che le temperature notturne in questi giorni sono scese sotto lo zero. Ma proprio l'utilizzo di questa stufa a carbonella, nel giro di poche ore, consuma l'ossigeno nella stanza saturandola di fumi tossici.
Solo grazie alla prontezza di riflessi del capofamiglia che, avvertiti i primi sintomi, cioè nausea, capogiro e stanchezza, ha immediatamente chiesto aiuto, si è scongiurata una tragedia. L'uomo, infatti, ha allertato il 118 evitando conseguenze ben più gravi, poichè quel braciere acceso in casa, con la porta e le finestre chiuse, poteva uccidere l'intera famiglia. I sanitari del Suem, intervenuti insieme con i carabinieri di Montecchio, hanno deciso di trasportare adulti e bambini al “Cazzavillan” di Arzignano e di sottoporre tutti al trattamento della camera iperbarica, per scongiurare ogni rischio di intossicazione.
Ieri la famiglia non era in casa. Al piano inferiore abitano i Kazaam: «Non ci siamo accorti di niente - raccontano - Sappiamo bene che il braciere è molto rischioso. Noi preferiamo usare più coperte e non accenderlo».
Antonella Fadda
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