Il Cai compie 65 anni con una gita “in rosa”
MONTECCHIO/2. La sezione conta più di mille iscritti da 30 Comuni. Nel fitto programma delle attività di quest'anno la novità dell'escursione riservata solo alle donne
Mille e sei iscritti da più di 30 comuni e due volte - un primato - sezione vincitrice del Premio Paolo Consiglio. Questi alcuni dei numeri del Cai di Montecchio Maggiore che quest'anno conquista l'ennesima cima, quella del 65° anniversario. Era il 19 giugno 1947 quando i dieci fondatori della sezione castellana ricevevano dal Club alpino italiano l'autorizzazione a creare una sezione autonoma rispetto a quella di Vicenza. E da allora la spedizione del Cai Montecchio non si è più fermata, se è vero che attira appassionati di montagna provenienti anche dai comuni limitrofi. Addirittura alcuni iscritti vengono da Ferrara. «Questa è riconosciuta come una sezione forte - spiega la presidente Natalina Sinico - e se siamo qua oggi è perché nei nostri iscritti c'è tanta passione». Una passione che si esprime anche in forme particolari: «Ci sono degli membri Cai che iscrivono i figli da neonati e che magari ricevono il riconoscimento dei 25 anni di “militanza" quando gente di oltre 50 anni ci deve ancora arrivare», spiega sorridendo la presidente.
Nato con le storiche commissioni campeggio e scuola alpinismo, il Cai Montecchio annovera tra i suoi gruppi lo sciclub («Nato quando si sciava con le tavole delle botti»), l'alpinismo giovanile, l'escursionismo, la manutenzione sentieri e altre. Prossimamente anche il ciclo-escursionismo. Negli anni si sono sviluppati gruppi particolari come i seniores, gli over 57 che fanno le uscite del mercoledì, e quello delle donne (circa il 30% degli iscritti) a cui quest'anno sarà dedicata una gita esclusiva, vietata ai maschi.
Infine ci sono le vittorie: i premi Paolo Consiglio conquistati per le spedizioni Hindu Kush-Karambar (1997) e Hindu Raj-Chiantor (2000); le numerose partecipazioni alla Marcialonga e la creazione del Trofeo Città di Montecchio, gara di sci di fondo sul Monte Corno a Lusiana. Ma quello che resta è la passione per lo stare insieme in montagna: «È tra le difficoltà della montagna - chiosa Sinico - che ci si unisce davvero e si creano amicizie che durano tutta la vita».
Simone Sinico
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